Gioventù Comunista
Giovani UDC, perché vi rendete strumenti del sionismo?
Redazione
19.11.2025 14:08

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La Gioventù Comunista risponde al comunicato dei giovani
democentristi, critici verso la “Giornata per la Palestina” del 17 novembre.
Siamo anzitutto soddisfatti di vedere come il movimento
che più ha sostenuto lo smantellamento della scuola pubblica del nostro paese
negli ultimi anni, trattando l’istruzione come una spesa anziché un come un
investimento, sia ora così vigile e militante nella difesa degli studenti,
delle studentesse e dell’intero settore educativo. Sarebbe tuttavia importante
incanalare questa attenzione in maniera coerente, riacquistando una certa
proprietà lessicale e una coscienza politica degna di questo nome.
I
Giovani UDC in un comunicato definiscono il SISA un “presunto sindacato che si
presenta come voce degli studenti, ma che in realtà è saldamente controllato da
rappresentanti dei Giovani Comunisti”. Che all’interno del SISA operino
anche nostri membri della Gioventù Comunista è certamente vero: infatti i
nostri membri hanno il preciso dovere di operare a favore dello sviluppo dei
sindacati di tutte le categorie, non solo quindi nel SISA. Lo facciamo in
maniera unitaria accanto a tanti altri studenti che nemmeno sono membri di un
partito. Cosa c’è di strano? Non è forse noto che il sindacato OCST sia il
referente sindacale del Centro? E il fallimentare TiSin non era forse il
referente pseudo-sindacale della Lega? E il SIT non è forse il referente
sindacale del PLR? E ovviamente lo stesso vale per la sinistra…
I
Giovani UDC ci invitano poi a lottare per “migliorare la qualità
dell’insegnamento o il sostegno all’apprendimento”. E ce lo vengono a insegnare
loro? La Gioventù Comunista da anni (sia in collaborazione con il SISA sia in
maniera autonoma) ha mobilitato studenti e apprendisti contro allo
smantellamento dell’istruzione pubblica, in difesa della salute mentale degli
allievi, contro all’aumento del costo della vita, eccetera. Inutile dire che i
Giovani UDC non c’erano mai: anzi, loro stavano dall’altra parte della
barricata. Allo stesso modo oggi contestano una mobilitazione che si
inserisce perfettamente nella Legge della Scuola in quanto il suo obbiettivo è
formare dei cittadini del domani in merito all’attualità del genocidio del
popolo palestinese, anche con spirito critico.
Peccato
che i Giovani UDC non abbiano colto un problema di incoerenza fra quello che
dicono e quello che fanno: loro, così tanto “patrioti”, sono oggi d’accordo che
un governo estero come quello sionista si infiltri nelle nostre università e
nelle nostre scuole con intollerabili atti di censura? La vera neutralità
significa riconoscere lo Stato di Palestina accanto al già riconosciuto Stato
di Israele, mentre oggi il Consiglio federale è schieratissimo solo dalla parte
del regime genocida israeliano. La vera neutralità è anche ovviamente stare
lontani dalla NATO che supporta l’Entità sionista, e invece i Giovani UDC che
si dicono critici verso la NATO poi però si schierano con Israele che è
organicamente alleato alla NATO. I Giovani UDC invece di fomentare astio verso
di noi e invece di dividere i giovani, si uniscano a noi difendendo seriamente
la sovranità e la neutralità del nostro Paese.
Gioventù Comunista

