Andrea Togni
Gestione delle manifestazioni: il rispetto delle regole non vale per tutti?
Redazione
22.02.2026 12:25

Foto: © Ti-Press / Alessandro Crinari
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A Lugano si è recentemente
verificata una situazione che merita una riflessione seria e pacata. Il
Municipio ha vietato una manifestazione promossa da un gruppo politico di area
«destra», motivando la decisione con l’esigenza di prevenire rischi (scontri?)
legati a una annunciata contro-manifestazione di area «sinistra».
Una scelta che, sul piano della
prudenza e gestione non violenta della piazza, può anche essere compresa.
Tuttavia, i fatti successivi pongono interrogativi che non possono essere
ignorati.
Ieri, la Piazza della Riforma è
stato infatti occupata da una manifestazione non autorizzata, riconducibile ad
ambienti della sinistra, alla presenza e con il sostegno pubblico di esponenti
politici eletti. L’evento si è svolto senza autorizzazione e senza interventi
volti a ripristinare il principio di parità di trattamento, nonostante un
importante dispiego di polizia.
Il problema non è ideologico.
Non riguarda il merito delle opinioni espresse, né il diritto di manifestare,
che è garantito a tutti. Riguarda invece il metodo e il rispetto delle regole.
Chi ha richiesto regolarmente
un’autorizzazione, palesandosi, presentando misure organizzative e assumendosi
responsabilità, si è visto negare il permesso. Chi ha scelto di ignorare le
procedure ha potuto occupare la piazza… peraltro in un sabato di sole,
turistico, affollato.
È una dinamica che rischia di
generare frustrazione e sfiducia nelle istituzioni, oltre a danneggiare
immagine e commerci della città.
Il cittadino– che per
organizzare un evento, una bancarella, una festa di quartiere o una semplice
occupazione di suolo pubblico deve compilare formulari, rispettare termini,
pagare tasse e oneri – si chiede legittimamente se le regole valgano per tutti allo
stesso modo.
In un momento in cui si parla
molto di coesione sociale e di fiducia nelle autorità, la coerenza
nell’applicazione delle norme è fondamentale. Non si può trasmettere il messaggio
che chi alza la voce o agisce fuori dalle procedure ottiene comunque spazio e
visibilità, mentre chi segue il percorso istituzionale viene bloccato.
Vi è poi una questione
finanziaria. Se per una manifestazione non autorizzata è stato predisposto un
dispositivo di polizia, è corretto che i relativi costi ricadano esclusivamente
sui contribuenti? In una fase di grande attenzione alla spesa pubblica, anche
questo aspetto merita trasparenza.
Non è una questione ideologica,
né sono in discussione i centri culturali o associativi che contribuiscono al
dibattito e al pluralismo della nostra città. Il confronto delle idee è
ricchezza. Ma il presupposto imprescindibile resta il rispetto delle regole,
degli spazi e delle persone.
La questione sollevata,
racchiusa in un’interrogazione interpartitica, non è dunque politica, bensì
istituzionale: il Municipio ritiene corretta la gestione complessiva
dell’ordine pubblico? Quali garanzie può pretendere affinché in futuro sia
assicurata piena parità di trattamento e preservato il decoro della Città?
Andrea Togni, Consigliere comunale PLR Lugano

