Pius Zängerle
Finanziamento uniforme, risparmio doppio (soprattutto per i ticinesi)
Redazione
28.10.2024 10:18

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20%: è questa la
percentuale di interventi ambulatoriali effettuati in Svizzera. Una quota modesta
rispetto a Germania e Austria, la cui quota è del 30%, all’Italia (40%) oppure a
Francia, Danimarca e Svezia che svolgono oltre la metà delle operazioni senza
degenze ospedaliere. E l’aumento degli interventi ambulatoriali è sinonimo di costi
spesso molto inferiori, ad immagine di quelli all’ernia inguinale (oltre 2,5
volte più convenienti), alle tonsille (oltre 3 volte), all’utero (-75%) o
l’artroscopia al ginocchio (-70%!). Per non parlare degli interventi alle vene
varicose che, secondo i costi medi del 2022, costavano fino 6 volte (!) di più
in regime stazionario. Non sono briciole. Anche il lettore più distratto intuisce
che un contenimento dei costi della sanità passa necessariamente da una
crescita degli interventi effettuati senza ricovero ospedaliero. Un aumento che
però, con il sistema attuale, chiama paradossalmente ancor più alla cassa chi
paga i premi, essendo le prestazioni ambulatoriali pagate completamente dalle
assicurazioni malattia, mentre quelle ospedaliere solo in parte.
Per trovare una
via d’uscita al paradosso, un’alleanza di quasi tutti gli attori del sistema
sanitario, dei Cantoni e dei Comuni lottano per il finanziamento uniforme dei
trattamenti ambulatoriali e stazionari, nonché della cura. Una risposta diretta
al perverso meccanismo odierno, capace di sgravare gli assicurati per un
importo nell'ordine di 1,5-2,5 miliardi di franchi dall’introduzione prevista
nel 2028.
Ma c’è di più: oltre
alla equa ripartizione dei costi, il finanziamento uniforme condurrà a un
risparmio supplementare stimato a 1-3 miliardi di franchi, di cui beneficeranno
sia i cittadini sia i cantoni. L’intuitivo effetto è da ricondurre al passaggio
dagli onerosi servizi ospedalieri a quelli ambulatoriali più economici, ma di
pari qualità. E attraverso le cure integrate e un coordinamento più efficace sarà
possibile eliminare doppioni e prestazioni inutili che oggi generano un 20% di
costi aggiuntivi.
Insomma, il
vantaggio per gli assicurati è doppio: oltre al risparmio grazie a una quota
superiore di trattamenti ambulatoriali che costano meno, gioca a favore dei
cittadini anche la nuova ripartizione tra casse malati e cantoni, ristabilita in
base alla media degli anni 2016-2019. Questo secondo effetto è particolarmente
interessante per i cittadini ticinesi che saranno tra i grandi vincitori del
nuovo sistema poiché il Ticino si caratterizza per una quota piuttosto alta di
trattamenti ambulatoriali, un merito che però si ritorce contro la popolazione con
premi ben superiori alla media svizzera.
Ancora una cifra:
+6%. Questo è l'aumento dei premi previsto per il 2025, un incremento che in
Ticino supera il 10%. Si tratta del terzo anno consecutivo. Malissimo. Ma raramente
in politica il legame tra un problema e la sua soluzione – con un Sì al
finanziamento uniforme il 24 novembre – è stato così evidente.
Pius Zängerle,
Direttore curafutura

