Piero Marchesi
Finanze cantonali: agire prima che affondi la barca
Redazione
13.02.2023 13:53

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Con questo titolo, pochi giorni
fa l’UDC in conferenza stampa ha presentato le sue proposte per risanare le
finanze cantonali. Partiamo dai fatti:
1. Il debito
pubblico supera i 2,5 miliardi di franchi e supererà i 3 miliardi fra tre anni,
il capitale proprio è negativo per 250 milioni e il risanamento della cassa
pensione dello Stato richiederebbe ulteriori 3 miliardi di Franchi!;
2. Il 15
maggio scorso il popolo ticinese a grande maggioranza ha approvato il
cosiddetto “Decreto Morisoli” che indica chiaramente al Governo che bisogna
agire sulla spesa senza toccare i bisognosi;
3. Il
preventivo 2023, approvato dalla maggioranza del Parlamento, è viziato dai 137
milioni dei ristorni della Banca nazionale, che tutti sapevano non sarebbero
mai arrivati, ma malgrado questo sono stati comunque conteggiati;
4. Il volume
delle entrate fiscali cresce ogni anno, le spese aumentano però in modo più
importante delle entrate. Mentre la popolazione ticinese in 10 anni è cresciuta
del 2,7% circa, la spesa pubblica è aumentata del 24,7%! Alla faccia di chi
lamenta tagli della spesa;
5. Malgrado
ogni anno circa 250 persone lasciano l’amministrazione cantonale (pensionamenti
o per partenze verso altri settori), non solo il Governo non ha ridimensionato
l’esagerato organico, in 6 anni – cioè dal 2015 al 2021 - lo ha addirittura
aumentato di ben 641 unità!;
Per questi motivi nella
conferenza stampa l’UDC ha presentato una serie di misure, già depositate in
Parlamento, che sono lì pronte da votare. Le riassumo:
1. Spese del
personale (risparmio cumulato di 40 milioni l’anno):
· la non
sostituzione dei partenti (eccezione per i docenti e il personale di cura
cantonali, e gli apprendisti) favorire la mobilità tra dipartimenti e uffici,
esattamente come si farebbe in qualsiasi azienda privata.
2. Beni e
servizi (risparmio cumulato di circa 30 milioni l’anno):
· Blocco della
spesa dei beni e servizi fino e compreso il 2025 al valore di Consuntivo 2020.
3. Spese di
trasferimento sussidi (risparmio cumulato di circa 70 milioni l’anno):
· Limitare
la crescita al massimo del 2% annua, esclusi i sussidi diretti alle persone;
· Revisione
delle varie leggi e parametri che regolano l’attribuzione dei sussidi.
Questi tre campi d’azione
permetterebbero facilmente e senza fare del male a nessuno, di risparmiare
entro la fine del 2025 fino a 140 milioni l’anno. Poi, oltre a ciò, è
necessario chinarsi su ogni singola voce di spesa interrogandosi se quanto oggi
fa lo Stato serve ancora, se è apprezzato dai cittadini, o se è possibile
rinunciarvi. Questo è fare politica. Far finta di non vedere, o peggio
aspettare che eventi esterni possano toglierci le castagne dal fuoco, come fa
il Governo, non è una soluzione. L’UDC intende entrare in Consiglio di Stato
per amplificare il lavoro fatto dal gruppo parlamentare, per fare in modo che
il Governo del Mulino bianco – l’attuale Consiglio di Stato che si vanta di
andare d’accordo, ma che poi non produce soluzioni concrete – possa finalmente
tornare a governare, partendo innanzitutto dall’obiettivo di avere finanze
sane. Bisogna avere il coraggio di agire, prima che la barca affondi davvero.
Piero Marchesi, candidato al
Consiglio di Stato, lista Lega - UDC

