Fini-Mazzoleni
Ferrovia ultraveloce, un ponte di opportunità per il Ticino
Redazione
22.11.2024 15:00

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Dell’idea
se ne parla dagli anni ’70 ma fino ad oggi Confederazione e Cantone hanno fatto
ben poco per renderla una realtà. Stiamo parlando di una linea ferroviaria ad
alta velocità che possa collegare il Ticino al Nord delle Alpi in tempi
brevissimi. La nostra proposta non è quella di realizzare nuove infrastrutture
dai costi esorbitanti, ma utilizzare quanto già è presente, incanalando l’attuale
tratta di Alp Transit tra Lugano e Zurigo per sviluppare dei tubi ad alta
efficienza che permettano ai treni di raggiungere velocità vicine ai 400 km/h.
Un progetto di tale portata potrebbe trasformare radicalmente la nostra società
e i trasporti. Non solo migliorando la nostra mobilità oramai al collasso nelle
ore di punta su strade e linee ferroviarie, ma aprendo anche nuovi sbocchi
economici, sociali e culturali. Un cambio di paradigma nel modo in cui pensiamo
alle connessioni tra i territori e le persone.
Il
Ticino tutto potrebbe beneficiarne. Oggi, ad esempio per raggiungere Zurigo da
Lugano ci vogliono circa due ore, una tempistica che limita e di molto le
interazioni quotidiane, il pendolarismo e gli scambi economici. Con una linea
ultraveloce, i professionisti, i turisti, la popolazione e anche gli studenti
potrebbero spostarsi in tempi brevi e raggiungere Zurigo da Lugano in circa 20-30
minuti. Un progetto di questa entità permetterebbe inoltre di aumentare le
possibilità di networking, ad esempio per le imprese, che potrebbero espandere
il proprio mercato accedendo più rapidamente ai centri decisionali e
finanziari.
Ma non
è tutto, sappiamo bene che il Ticino con le sue bellezze naturali e storiche e
con le offerte culturali è una metà turistica di livello mondiale. Purtroppo,
la difficoltà dei collegamenti rapidi, limita la possibilità di includere la
regione in un itinerario a 360 gradi e di breve percorrenza. Ecco perché un
treno ad alta velocità potrebbe attrarre maggiori visitatori con mete più
facilmente raggiungibili.
Dal
punto di vista ambientale, ricordiamo che la Confederazione è da sempre
all’avanguardia nel promuovere soluzioni di trasporto sostenibili. Un treno ad
alta velocità, pertanto, garantirebbe un vettore più efficiente dal punto di
vista energetico e a basse emissioni di CO2. L’alta velocità su rotaia,
inoltre, rappresenterebbe un passo importante verso la riduzione dell’impatto
ambientale, e porterebbe a stimolare una maggiore integrazione del sistema di
trasporti pubblici, spingendo ancora di più verso la creazione di
un’infrastruttura ferroviaria moderna e all’avanguardia.
L’interconnessione
rapida tra Ticino e nord delle Alpi permetterebbe di abbattere le barriere
geografiche e culturali tra le regioni svizzere. In una Confederazione
caratterizzata da un forte pluralismo linguistico e culturale, questa nuova via
permetterebbe un’unità ancora più salda, in cui il dialogo sarà facilitato
dalla possibilità di spostarsi velocemente.
Se pensiamo alla vicina
Italia, i treni Frecciarossa collegano Milano con Roma e Napoli in poco tempo.
Certo, parliamo di territori morfologicamente diversi: quelli italiani
contraddistinti da linee ferroviarie pressoché rette e i nostri caratterizzati
da leggeri tornanti e gallerie che non permettono sempre alte velocità. Ma se incanalassimo la tratta
dell’attuale rete ferroviaria di Alptransit in un unico tubo fuori terra, con
la realizzazione di pareti a binari permetterebbero una migliore sicurezza
anche ad alta velocità ed i costi sarebbero minimi e risolveremmo il problema. Se
pensiamo che in Giappone i treni viaggiano nei tunnel dell’alta velocità a
circa 600 km/h mentre alle nostre latitudini, nella Galleria di base del
Gottardo, circolano a 200 km/h ci resta ancora molto da fare.
Un Paese
che investe nelle infrastrutture moderne, capaci di connettere rapidamente i
suoi territori, si presenta come uno Stato dinamico, proiettato al futuro. Ecco
perché a nostro modo di vedere la politica cantonale e federale deve
assolutamente occuparsi di questo tema, non abbiamo più tempo da perdere. Vedere non è credere ma
credere è vedere! Noi crediamo che con la buona voglia tutto questo
potrebbe essere possibile in pochi anni e non secoli.
Christian
Fini, vicepresidente LEA-PLRT e Marzio
Mazzoleni, membro fondatore LEA-PLRT

