Giovanna Pedroni
Eliminare i Cerotti: Verso un Sistema Sanitario Svizzero Resiliente e Sostenibile
Redazione
27.05.2024 19:10

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L'aumento costante dei premi della cassa malati sta
diventando un peso insostenibile per i cittadini svizzeri: al giorno d'oggi,
una famiglia di quattro può trovarsi a sborsare 15.000 franchi all'anno
solamente per l’assicurazione malattia, un onere che si aggiunge all'aumento
dei costi dell'elettricità e degli affitti. Questo incessante aumento dei premi
non solo mette a dura prova i bilanci familiari, ma riflette anche un sistema
sanitario afflitto da inefficienze e sprechi. Altresì, la rapida evoluzione
della piramide demografica svizzera, con un crescente numero di anziani
rispetto alla popolazione generale, pone una sfida significativa al sistema
pensionistico e sanitario del paese nei prossimi anni. L'iniziativa del Centro
“Per un freno ai costi” costringerebbe tutti gli attori del sistema sanitario a
concordare in maniera responsabile misure concrete, alcune delle quali verranno
illustrate in questo articolo, per ridurre i costi. Lo scopo non è quindi
quello di mettere i cerotti al sistema sanitario attuale, bensì di risolvere il
problema alla base: l’aumento dei costi.
Attualmente, a livello svizzero non esiste ancora una
cartella elettronica dei pazienti. Questo avanzato strumento consentirebbe una
gestione più efficiente delle informazioni mediche dei pazienti, ridurrebbe
drasticamente la duplicazione degli esami diagnostici – che attualmente si
verificano sovente – e migliorerebbe la qualità delle cure e la sicurezza del
paziente. Recenti studi condotti in diverse nazioni hanno dimostrato che
l'implementazione di cartelle cliniche digitali porta a risparmi significativi
in termini di tempo, risorse e costi nel settore sanitario. A livello svizzero,
uno studio del politecnico di Zurigo ha mostrato che porterebbe a una riduzione
dei costi di 4 miliardi.
Anche la situazione attuale del consumo e dei costi dei
farmaci in Svizzera presenta gravi criticità che richiedono un intervento
immediato. Secondo i dati dell'OECD, la vendita di farmaci pro capite nel paese
è aumentata del 40% negli ultimi dieci anni, e supera del 30% la media europea.
I costi associati sono nettamente superiori alla media continentale, con alcuni
farmaci che costano il 390% in più. Per affrontare questo problema è necessario
introdurre misure mirate per ridurre il consumo eccessivo di farmaci e
promuovere la vendita singola di determinati prodotti, al fine di ridurre gli sprechi
e contenere i costi per il sistema sanitario.
Inoltre, una riconsiderazione del modo in cui affrontiamo la
salute pubblica potrebbe essere la chiave per garantire un sistema sanitario
più sostenibile e orientato al futuro. La Svizzera figura tra gli Stati in cui
si investe meno in prevenzione, insieme alla Grecia (attorno all’1% della spesa
sanitaria annuale). A paragone, Italia e Regno Unito sono invece gli Stati in
cui viene speso di più per la prevenzione (tra il 4% e il 6%). Altresì, i fondi
stanziati dal Fondo Nazionale Svizzero (SNF) per la ricerca sulla prevenzione
sono inferiori all’1% rispetto al totale dei fondi destinata alla medicina,
ovvero una percentuale irrisoria. Investire maggiormente nella prevenzione
delle malattie anziché concentrarsi quasi esclusivamente sulla cura potrebbe
portare a benefici significativi a lungo termine, riducendo quindi i costi del
sistema sanitario.
Investire nel futuro della salute pubblica richiede più di
semplici correzioni a breve termine. È tempo di abbandonare l'approccio dei
continui cerotti al sistema sanitario – obiettivo dell’altra iniziativa in voto
“Per premi meno onerosi” – inefficace e dannoso nel lungo periodo. Piuttosto, è
fondamentale adottare una visione più lungimirante che miri a ridurre i costi
strutturali del sistema e ad aumentare l'efficienza delle risorse impiegate.
Solo così potremo garantire un futuro sostenibile per la sanità svizzera.
Concludendo, l'iniziativa del Centro “Per un freno ai
costi”, in votazione il prossimo 9 giugno, si presenta come una cruciale
opportunità per riformare e migliorare il sistema sanitario svizzero in un
contesto socioeconomico sempre più complesso. La sua accettazione non solo
garantirebbe una maggiore responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti
nella gestione dei costi sanitari, ma preserverebbe anche l'accesso universale
alle cure mediche di base, fondamentale per il benessere di tutti i cittadini.
È un passo decisivo che non possiamo permetterci di ignorare, e dobbiamo agire
ora, prima che diventi troppo tardi, per assicurare un futuro più sostenibile
per il sistema sanitario svizzero.
Giovanna Pedroni,
Dottoranda in Salute Pubblica e Consigliera Comunale di Bellinzona

