Paolo Hägler
Elezione del Consiglio di Stato
Redazione
08.11.2024 11:26

Foto: ©Gabriele Putzu
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In
un recente dibattito televisivo (‘Detto
tra noi’ del 23 ottobre)
Amalia Mirante e Alessandro Speziali si sono confrontati anche sul metodo per
l’elezione del Consiglio di Stato, che in Ticino, unico Cantone in Svizzera, è
tramite il sistema proporzionale. Negli altri Cantoni avviene invece tramite
sistema maggioritario. Il primo si prefigge di dare rappresentanza in maniera
proporzionale alla forza di ogni singola lista, mentre il secondo si basa sui
voti personali (cioè attribuiti ai singoli candidati), come avviene ad esempio
per l’elezione del Consiglio degli Stati (a livello federale), dove anche in
Ticino, per intenderci, mettiamo le crocette solo davanti ai nomi e non anche
davanti alle liste.
La spiegazione
Vediamo
di capire la differenza tra proporzionale e maggioritario, con un esempio semplice,
in cui ipotizziamo che non vi siano schede nulle per sovrannumero di preferenze,
liste incomplete e/o altre anomalie. Consideriamo
un numero totale di 120’000 votanti (alle elezioni cantonali del 2023 sono
stati 120’861) e immaginiamo che ci siano solo due liste: la lista A che
raccoglie 65’000 voti e la lista B che ne raccoglie 30’000. In altre parole la
lista A raccoglie poco più del doppio delle preferenze rispetto alla lista B.
Le restanti 25’000 schede sono senza intestazione (alle elezioni cantonali del
2023 sono state 26’807). Immaginiamo ora due soli candidati (uno per lista): Alice
per la lista A e Bob per la lista B (nomi usati in crittografia e quindi privi
di qualsiasi riferimento a persone reali). Gli elettori possono scegliere un
unico candidato. Poiché Alice tra i votanti della lista A è più amata di Bob,
prende 45’000 preferenziali, mentre lui da chi vota la lista A ne prende 20’000.
Naturalmente Bob prende più crocette da chi vota la lista B, 24’000 contro i 6’000
attribuiti ad Alice. Infine da chi non vuole
dare un voto di lista, scegliendo “scheda senza intestazione”, Alice prende 8’000
voti e Bob 17’000.
Il risultato
Vediamo
dunque in una situazione del genere chi risulta eletto, iniziando dal sistema
attuale (proporzionale). Avendo un candidato da eleggere, ogni scheda vale due
voti: uno che va alla lista scelta e uno, preferenziale, che va alla lista del
candidato indicato (in caso di “scheda secca”, ossia senza voti preferenziali, vanno
due voti per la scheda della lista indicata, mentre in caso di “scheda senza
intestazione” vanno due voti alla lista del candidato a cui è stato dato il
voto preferenziale). In questo caso la lista A prende 65’000 voti, dati
direttamente alla lista, mentre la B ne prende 30’000. Poi dobbiamo contare i
voti preferenziali, che per la lista A sono stati in totale 67’000 (45’000 dati
ad Alice tra i votanti della lista A, 6’000 dati ad Alice dai votanti della
lista B e 16’000 dati ad Alice dai votanti che hanno scelto la scheda senza
intestazione (che ricordo valgono doppio per fare in modo che chi sceglie la
scheda senza intestazione abbia lo stesso peso di chi sceglie di dare un voto
di lista). Alla lista B sono andati 78’000 voti: 20’000 dati a Bob dai votanti
della lista A, 24’000 dati a Bob dai votanti della lista B e 34’000 dati a Bob
dai votanti che hanno scelto la scheda senza intestazione. In totale abbiamo
quindi 132’000 voti di lista per la lista A e 108’000 voti per la lista B e,
con il sistema proporzionale, vuol dire che viene eletto un rappresentante
della lista A, ossia Alice. Nel caso in cui gli stessi voti fossero conteggiati
con il sistema maggioritario (non applicato oggi in Ticino), conterebbero
soltanto le crocette assegnate ai singoli candidati: Alice avrebbe 59’000 voti
(45’000 + 6’000 + 8’000) e Bob 61’000 (20’000 + 24’000 + 17’000), sarebbe
perciò eletto Bob.
Cosa possiamo dedurre
Questo
esempio permette di dimostrare che il sistema proporzionale tende a favorire
chi è candidato su una lista più votata, e di conseguenza favorisce le liste
che raccolgono tante schede, sfavorendo quindi i candidati nelle liste dei
cosiddetti “partitini”, che non hanno un bacino di elettori così grande, anche
se presentano personalità molto amate e votate (come Bob); in altre parole, con
il sistema proporzionale viene eletta Alice, anche se meno votata, perché è
sulla lista A, che ha raccolto più consensi. Questo meccanismo favorisce quindi
un’attribuzione dei seggi alle liste più votate, e di conseguenza la
composizione delle liste assume un ruolo determinante, perché i dirigenti delle
liste più votate sanno già, con buona probabilità, quanti loro candidati
verranno eletti, e possono quindi scegliere, con un basso rischio di errore,
chi mandare in governo.
La domanda da porsi
Per
un potere legislativo, come il Gran Consiglio, un’equa rappresentanza delle
diverse visioni politiche non è messa in discussione, in quanto il primo potere
ha lo scopo di rappresentare il Paese e deciderne lo sviluppo. Per il secondo
potere, quello esecutivo, ovvero il Consiglio di Stato - il cui scopo è quello
di pilotare il Paese in base a quanto voluto del legislativo, come un’equipe di
piloti conduce l’aereo in base alla rotta stabilita da altri - la domanda di
fondo è se questa rappresentanza debba essere perseguita a tutti i costi (cosa
che ricordo attualmente avviene solo in Ticino), oppure se è preferibile votare
candidati che risultano più competenti agli occhi degli elettori, senza
considerare a quale lista siano affiliati, come avviene in tutti gli altri
Cantoni. Nelle ultime legislature, con una maggioranza relativa in Consiglio di
Stato diversa da quella in Gran Consiglio, il popolo sembra aver già dato un
segnale che potrebbe essere una risposta a questa domanda, tuttavia questa è
solo un’indicazione. Seguirà una conferma qualora si votasse su questo tema?
Paolo
Hägler, consigliere comunale a Mendrisio per Avanti con Ticino&Lavoro

