Lorenzo Quadri
Elettricità: aumentare la dipendenza dall’UE?
Redazione
01.06.2025 11:35

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Mentre si discute sull’accordo di
sottomissione all’Unione Europea, giunge in sordina un nuovo capitolo
dell’integrazione forzata: l’accordo sull’energia elettrica. Presentato dal
consigliere federale Albert Rösti, lo stesso che fino a poco tempo fa lo
definiva “non necessario”, questo accordo accresce ulteriormente la nostra
dipendenza da Bruxelles. La ripresa automatica del diritto europeo riguarderà
anche il settore energetico. Di conseguenza (tanto per dirne una) per formare
riserve invernali avremo bisogno dell’autorizzazione degli eurocrati. Non a caso, l’accordo elettrico è
stato tenuto separato dal pacchetto istituzionale: perché rischiava di
affossare tutto. Segno che è addirittura peggiore!
L'esempio spagnolo
Il recente black out spagnolo, provocato
da instabilità nella produzione da fonti rinnovabili, ha dimostrato la
fragilità del sistema elettrico europeo. Il paese iberico ha dovuto essere
disconnesso dalla rete continentale, per evitare una devastante reazione a
catena. E’ questo il sistema in cui
vogliamo “integrarci”? Berna ha deciso l’uscita
progressiva dall’atomo. Eppure oggi un terzo dell’elettricità elvetica proviene
dalle centrali nucleari esistenti. Costruirne di nuove è vietato. Al loro
posto, si punta su impianti solari ed eolici di grandi dimensioni, promossi da
programmi federali come Solar-Express e Wind-Express. La conseguenza?
Disboscamenti massicci, impianti invasivi e un impatto ambientale tutt’altro
che trascurabile. Gli impianti eolici sono particolarmente problematici. E’
infatti in corso, fino a fine luglio, la raccolta firme per l’iniziativa
popolare federale “Contro la distruzione delle nostre foreste a causa dei
parchi eolici”. Ogni turbina richiede il disboscamento di un’area grande quanto
un campo da calcio. E ne sono previste a migliaia.
Serve un'inversione di rotta
Anche sul fronte sanitario
emergono dubbi: in Austria il blog scientifico indipendente TKP.at ha scritto
senza mezzi termini: “Le pale eoliche danneggiano l’ambiente, l’uomo, gli
animali e le piante più di qualsiasi altra fonte energetica”. In particolare si
sottolinea che i rotori emettono sostanze tossiche, che gli infrasuoni prodotti
possono danneggiare la salute di persone e animali in un raggio di 50 km e che
le centrali eoliche modificano la pressione atmosferica e, in questo modo,
favoriscono il riscaldamento climatico. L’accordo elettrico con l’UE ci
porterà più vincoli, più dipendenza e meno sovranità. È l’ennesimo tassello
dell’adesione strisciante all’Unione europea. Serve un’inversione di rotta.
Bisogna rivedere la decisione di abbandonare il nucleare e smettere di
inseguire l’utopia delle zero emissioni entro il 2050, che rischia di lasciare
la Svizzera al buio: letteralmente e politicamente.
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi

