Simona Genini
Educazione finanziaria: a scuola dai «finfluencer»?
Redazione
09.07.2025 10:58

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In Svizzera la maggior parte dei giovani entra
nella vita adulta senza strumenti per gestire i propri soldi. E allora ci si
affida agli influencer. Ma è davvero questa la soluzione?
I nomi di Fabio Marchesin e
Angela Mygind, ne ha parlato recentemente la NZZ, non sono certo i primi che
vengono in mente quando si parla di «influencer» – eppure, con i loro
rispettivi 100 mila e 25 mila seguaci, per la Svizzera appartengono alla
categoria dei «pesi medi» di Instagram.
La particolarità di entrambi si
capisce già dai loro nomi d’arte: Finanzfabio e Missfinance. Sono due
«finfluencer», cioè influencer in ambito finanziario. Persone che usano i
social per spiegare cosa sia un ETF, cosa rappresenti il tasso di conversione delle
casse pensione o perché il franco svizzero oggi sia così forte.
Se così tanta gente li segue, è
perché i loro contenuti colmano una lacuna con cui molti giovani svizzeri
entrano nell’età adulta: la scuola trasmette pochissima educazione finanziaria.
A confermare questa mancanza, un
sondaggio condotto nell’aprile scorso su incarico della Banca Migros. Oltre
1.500 maggiorenni, provenienti da tutta la Svizzera, sono stati interrogati
sulle loro abitudini di risparmio e investimento.
Il 45% afferma di non riflettere
concretamente su come raggiungere i propri obiettivi finanziari. Di
conseguenza, la scelta più comune resta sempre il conto di risparmio. Il titolo
che riassume i risultati del sondaggio è eloquente: «Alla ricerca di un rendimento
senza rischi». Detto altrimenti: alla ricerca della mitica botte piena e della
moglie ubriaca.
C’è dunque un comportamento
contraddittorio: massima sicurezza, al limite della paranoia, ma aspettative di
rendimento elevato. «Troppo facile, amico!» direbbe qualcuno più lucido di noi.
Un altro sondaggio della stessa
banca, svolto nell’ottobre 2023, ci riporta al punto di partenza: la
popolazione svizzera ha un’opinione molto bassa della propria educazione
finanziaria. Il 45% non ha idea di quale patrimonio serva per investire in modo
diversificato in borsa. Il 72% non conosce strategie per ridurre i rischi
percepiti. E quasi la metà delle donne (49%) dichiara apertamente di non avere
alcun interesse per la finanza.
È una situazione insoddisfacente
anche dal punto di vista democratico. Se il cittadino non sa come gestire il
proprio denaro, come possiamo aspettarci che comprenda – e quindi voti – le
scelte finanziarie dello Stato?
Per queste ragioni, il gruppo PLR
si sta impegnando per restituire all’educazione finanziaria il suo spazio
naturale nella scuola pubblica. Alla fine del 2024 ho presentato un’iniziativa
parlamentare per integrarla nell’insegnamento della civica e dell’educazione
alla cittadinanza. È una proposta ragionevole e, spero, condivisibile.
Simona Genini, deputata PLR

