Lorenzo Onderka
Economia e popolazione: due facce della stessa medaglia
Redazione
03.02.2025 11:17

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L'economia e la popolazione rappresentano i pilastri fondamentali di
ogni società: il loro equilibrio o squilibrio determina il benessere collettivo
o il declino sociale. In uno scenario ideale, entrambe le componenti dovrebbero
brillare con la stessa intensità, come le due facce di una medaglia d'oro,
d'argento o di bronzo. Tuttavia, nel contesto ticinese, più che di una
medaglia, si può parlare delle due facce della Luna: una illuminata,
rappresentata dall'economia in movimento, e una oscura, simbolo di un tessuto
sociale sempre più fragile e impoverito. Recentemente, ho letto l'articolo
pubblicato sul Corriere del Ticino il 29 gennaio 2025, intitolato
"L'economia per la società", che enfatizza l'etica e la
responsabilità sociale delle imprese nei confronti dei propri dipendenti e
della comunità. Secondo questa narrazione, il sistema economico ticinese sembra
prosperare e funzionare in modo armonioso. Tuttavia, un quadro ben diverso emerge
da altri articoli apparsi su laRegione, che denunciano l'aumento della povertà
nel Cantone. Le testimonianze delle associazioni benefiche locali, come il
Centro Diurno Bethlehem, Casa Martini a Locarno, Casa Marta a Bellinzona e
Tavolino Magico, rivelano una realtà allarmante: persone senza un tetto,
famiglie che non riescono a sostenere i costi essenziali della vita, salari
insufficienti a coprire spese fondamentali come l'affitto, l'energia e
l'assicurazione sanitaria. Questa crescente crisi sociale inizia a riflettersi
anche sull'economia locale. I segnali di difficoltà si moltiplicano:
supermercati che chiudono o riducono il personale, un settore edilizio in
stagnazione sotto la pressione dei prezzi (come evidenziato nell'articolo del
CdT "Artigiani presi per il collo"), la prevista chiusura di numerose
stazioni di servizio a causa della concorrenza dei prezzi italiani (vedi
articolo sul CdT “per i benzinai il vento è cambiato) , e un comparto
gastronomico in rallentamento. La
società ticinese si trova in crisi, e la principale causa è la carenza di
opportunità lavorative con salari adeguati, che spinge sempre più famiglie
verso la povertà e costringe i giovani a lasciare il Cantone. Matteo
Muschietti, in un articolo pubblicato su Tio il 29 gennaio 2025, sottolinea un
aspetto cruciale: una società che si impoverisce e non genera figli, è una
società destinata a morire. E una società in declino rappresenta un grave
problema anche per l'economia, poiché senza una popolazione stabile e prospera,
nessun sistema economico può sopravvivere a lungo. Per invertire questa
tendenza, è necessario che l'economia ticinese riveda le proprie politiche di
assunzione, dando priorità ai residenti e garantendo loro condizioni salariali
dignitose. Questo è particolarmente fattibile nei settori sostenuti da
investimenti pubblici, come l'edilizia, dove la preferenza indigena per
l'occupazione dovrebbe costituire un dovere etico e morale. Se invece si
continuerà a privilegiare la manodopera frontaliera per ottenere vantaggi salariali,
il lato oscuro della "Luna-Ticino" continuerà ad espandersi, fino a
compromettere irrimediabilmente anche il lato luminoso dell'economia,
trasformando il nostro Cantone da un astro brillante a un pericoloso buco nero.
Lorenzo Onderka
Pura
Già candidato per Avanti con Ticino&Lavoro
Pura
Già candidato per Avanti con Ticino&Lavoro

