Andrea Sanvido
Ecco perché sostengo il Plan B
Redazione
07.02.2023 21:41

Foto: ©ALESSANDRO CRINARI
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Dall’inizio il Plan B di Lugano ha voluto
mettere l’accento sulla formazione. Le stesse aziende attive in ambito
blockchain evidenziano le difficoltà nel reperire personale adeguatamente
formato in un settore in rapida evoluzione.
Io credo che affiancare allo sviluppo
territoriale e sociale del nostro cantone la proposta formativa adeguandola
oppure adattandola allo sviluppo economico è un fattore determinante per creare
competenze di alto livello e uscire dal giogo della manodopera d’importazione,
il frontalierato.
Inoltre è essenziale creare un ambiente di
sostegno per i giovani professionisti. Favorire l’insediamento di aziende
innovative è fondamentale e dev’essere seguito pari passo dall’offerta formativa
per poter mantenere sul territorio competenze e benessere.
Il plan B è un esempio, che ha anche
l’obiettivo di attirare l’interesse di aziende e persone attive in un mercato
innovativo e in pieno sviluppo. Anche il mondo della finanza che conosciamo
tutti è interessato a questi temi. La prova è il fatto che ben 3 banche hanno
partecipato come sponsor al forum di ottobre 2022. Inoltre, come riporta la
stampa, alcuni dei maggiori istituti bancari e banche centrali sono attivi con
diversi progetti, ad esempio nei processi di tokenizzazione, ovvero la digitalizzazione
dei diritti di possesso, aprendo nuove prospettive di investimento. La sinergia
con il mondo accademico nel contesto di un’attività di promovimento economico
mi pare logica. Si cerca di formare i nostri giovani per mansioni ad alto
valore aggiunto e ricercate, auspicando quindi che gli stessi potranno poi
trovare sbocchi professionali sul territorio mantenendo indotto e riducendo le
partenze verso lidi più floridi.
Spesso leggiamo sui media accuse al Municipio
di agire per conto suo senza rendere conto al consiglio comunale di quello che
fa. Il nostro sistema democratico fa sì che ognuno ha il suo ruolo e le sue
responsabilità. Il municipio gestisce l’amministrazione e le questioni strategiche,
il consiglio comunale controlla e propone, i cittadini se non sono d’accordo
fanno referendum, se vogliono qualche cosa fanno le iniziative e ogni 4 anni
giudicano esecutivo e legislativo. Le scelte strategiche sono delegate al
municipio che i cittadini hanno eletto, in esecutivo ci si assume le proprie
responsabilità ed è ciò che le istituzioni necessitano, ed è ciò che anche noi
ci aspettiamo da un Municipio: che sia capace di avere una visione, di agire e
di prendersi le proprie responsabilità.
Il P23 prevede una spesa di 503'000 CHF per
promuovere la città e non solo per il Plan B. Anche se importante, questo
montante è pari allo 0.12% del budget della città che ammonta a ca. 450
milioni.
Si tratta di un importo a favore dello
sviluppo economico della città che, tra le altre cose prevede anche azioni
legate al Plan B. Un budget per promuovere la nostra città che, troppo spesso,
è vista oltre Gottardo e all’estero con il cliché del boccalino, del grotto… la
tanto decantata sonnenstube. Ma Lugano non è solo questo: Lugano è una città
moderna e innovativa e che vuole essere competitiva e attrattiva a livello
internazionale. Quindi ben venga investire per veicolare l’immagine della città
con iniziative di marketing territoriale.
Sicuramente anche il Plan B, oltre a essere un
progetto di punta e di alto valore aggiunto, è stato anche un enorme veicolo di
marketing territoriale. In men che non si dica il nome della città ha fatto il
giro del mondo raggiungendo una visibilità senza precedenti.
L’interesse da parte di persone e aziende
verso la nostra Città si è acuito.
La prossima apertura del “Lugano Plan B hub” a
pochi passi da Piazza della Riforma, di cui abbiamo letto durante il fine
settimana, spazio che ospiterà una serie di aziende attive in ambito
blockchain, sarà un primo segno molto tangibile di quanto di positivo Lugano
Plan B può portare.
Oltre a questo non dimentichiamo quanto è
stato fatto in questo anno: un evento internazionale che ha portato a Lugano
2000 persone in un periodo dell’anno (mese di ottobre) dove le strutture
ricettive sono ben felici di avere nuovi ospiti; un aiuto concreto a commerci,
attività economiche locali e PMI, con l’introduzione – senza costo alcuno – di
strumenti di pagamento innovativi; momenti divulgativi e formativi – si pensi
ad esempio alla summer school dello sorso luglio che ha portato a Lugano 90
giovani provenienti da 30 nazioni differenti.
Non so voi, ma non ho mai avuto notizia di
un’azione di promozione economica della città di tale portata e praticamente a
costo zero.
Due ultime considerazioni:
Purtroppo si sente troppo spesso parlare di
crimine organizzato e riciclaggio – anche da parte di chi ha promosso la
discussione generale di questa sera.
Innanzitutto è importante non fare di ogni erba un fascio, come sempre non è la
tecnologia ad essere il problema, è come la si usa! Rispetto al contante, come messo in evidenza
dal Basel Institute of Governance ed Europol, sono proprio le caratteristiche
della blockchain che permettono all’autorità di intervenire in modo facilitato
rispetto a transazioni in contanti; e sul denaro contante non dimentichiamo le
firme appena raccolte (157’000) a favore dell’iniziativa “Sì a una valuta
svizzera indipendente e libera con monete o banconote” che intende includere
due capoversi all’articolo 99 della Costituzione federale sulla politica
monetaria…. Dovremo aspettarci anche qui un’interpellanza da parte dei soliti
noti e una nuova discussione generale ? O lo si fa solo quando torna utile per
criticare l’agire del Sindaco, del Municipio, con finalità prettamente politico/partitiche?
Da ultimo mi sento di affermare che il
Municipio ha sino a oggi agito – sempre nell’ambito delle sue competenze – con
la massima professionalità e piena trasparenza (ricordiamo che il protocollo
sottoscritto con Tether è addirittura pubblicato online).
Siamo di fronte sicuramente a un partenariato
nuovo, unico nel suo genere (gli unici partenariati a cui eravamo abituati sino
a oggi si riducevano a differenti forme di finanziamento per opere edili) e,
allo stesso tempo siamo confrontati con una rivoluzione tecnologica tanto
dirompente quanto complicata e difficile da comprendere ai più.
Il nuovo spaventa, ci mancherebbe altro, è insito nell’essere umano…. Ma la
chiusura non è una soluzione, anzi. Il nuovo può essere un’occasione di crescita
e un’opportunità.
Un plauso al Municipio per come sta
affrontando queste sfide e invece di rendergli il compito difficile con inutili
discussioni, lasciamolo lavorare con l’obiettivo di diversificare ulteriormente
il nostro tessuto economico e di creare un contesto attrattivo dove i nostri
giovani possano crescere e prosperare.

