Carola Barchi
Ecco dove trovare a Lugano 300 milioni in più
Redazione
18.03.2024 22:54

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Nella legislatura che ci apprestiamo a concludere (2021-2024), uno dei
temi che ha animato le discussioni politiche a Lugano è stato il famigerato
Plan B, con relativa partnership fra la nostra città e lo stablecoin Tether.
Sono stati presentati diversi atti in Consiglio comunale per chiedere
delucidazioni su questa collaborazione da consiglieri comunali di diversi
schieramenti, da Morena Ferrari Gamba (Plr) a Raoul Ghisletta (Ps) passando
anche da Sara Beretta Piccoli (Verdi liberali). Va anche detto che invece
alcuni candidati in queste elezioni comunali si sono profilati con scritti
prevalentemente a favore di questa partnership.
Come candidata sia al Municipio che al Consiglio comunale di Lugano per il Plr
mi è sembrato doveroso documentarmi su un tema che anche nella prossima
legislatura sarà d'attualità per Lugano e non essendo un'esperta del mondo
delle criptovalute, occupandomi per lavoro d'architettura e pianificazione del
territorio ho cercato di ottenere quelle informazioni necessarie per poter
dotarsi di una linea politica che vada oltre la diarchia fra
sostenitori-progressisti a priori (perché tanto il futuro è roseo per partito
preso) e conservatori-oppositori anche qui un po' a priori.
Cosa arriva in tasca alla cittadinanza di Lugano?
Credo che un municipale quanto un consigliere comunale non debba aver paura di
qualsiasi innovazione, ma altresì non debba confondere ipotesi e opportunità di
sviluppo con chimere da inseguire a tutti i costi. E prima di tutto debba
chiedersi quale siano le ricadute positive per la collettività che,
ricordiamocelo, dovrebbe rappresentare.
Ebbene questa è la questione centrale. Alla cittadinanza di Lugano cosa arriva
in tasca da questo parternariato fra la città e Tether? Annunci e proclami di
un futuro roseo fatto di sviluppo e progresso, tanta tecnologia e start up, bar
e negozi in cui si potrà pagare con le criptovalute,... ma intanto per la città
ci sono solo costi (si veda i biglietti da mille spesi dalla città per eventi e
affini).
Non c'è dubbio, se i manager di Tether hanno cercato e voluto questa
collaborazione con la città di Lugano è perché poteva essere utile a questo
stablecoin al loro prodotto per immagine e reputazione fregiarsi della
partnership con Lugano che da decenni è una delle Piazze finanziarie più
importanti della Svizzera (e la nostra Confederazione è un nome importante nel
mondo per quanto concerne la finanza).
Ma Lugano che ci guadagna da questa partnership? Per il momento, in soldoni
nulla.
Allora se piuttosto che dividersi fra sostenitori-progressisti e
conservatori-oppositori, si fosse ragionato come faceva una volta la nostra
classe politica, ovvero con sano pragmatismo concentrarsi sui benefici per la
cittadinanza?
Se Theter avesse sede fiscale a Lugano...
Stando ai dati apparsi sulla stampa economica internazionale (Forbes,
Bloomberg, Reuters) Tether nel 2023 ha "raccolto" in totale grosso
modo un centinaio di miliardi di dollari di depositi (possedimenti certificati
dalla Bdo Italia, che fa parte del network internazionale Bdo, una delle più
importanti società di revisioni al mondo).
Inoltre, stando a quanto certificato dalla stessa Tether sul proprio sito web,
il gruppo ha generato 6.5 miliardi di dollari di profitti per l’anno 2023.
Se uno si mette a fare i conti della serva, valuta che se Tether avesse sede
fiscale a Lugano, piuttosto che in un paradiso fiscale, la nostra città con
l'attuale moltiplicatore avrebbe potuto incassare quest’anno più di 300 milioni
di imposte (in realtà 400 milioni, ma prudenzialmente dico 300) dallo
stablecoin Tether (e più o meno altrettanto il Cantone, tenendo presente
l'aliquota all'8% imposta cantonale e 77% moltiplicatore Lugano). Diciamocelo,
in tre, quattro anni il debito di Lugano sarebbe risanato! Stando alle cifre
dichiarate per il 2023, Tether potrebbe essere un contribuente maggiore della
vecchia e gloriosa Bsi, Banca della Svizzera italiana, degli anni d'oro! Allora mi permetto di dire che delle fumose promesse che grazie a Tether
arriveranno tante start up e progresso tecnologico a go-go, a me interessa
poco, più prosaicamente, ma pragmaticamente io dico che voglio che Tether,
visto che vuole tanto questa collaborazione con Lugano, porti al più presto la
sede fiscale a Lugano (e probabilmente anche gli scettici di sinistra o meno,
diventeranno favorevoli alla partnership, vedendo il beneficio reale che la
città può ottenere).
In caso contrario che segnale darebbe il Municipio di Lugano a continuare a
portare avanti una collaborazione con degli "elusori" fiscali, che
vogliono fare i simposi ed eventi affini a Lugano, ma poi al momento di
ridistribuire i benefici, preferiscono i Paradisi fiscali? Questo non è un
comportamento equo nei confronti di quelle società e contribuenti che (senza
utilizzare il nome di Lugano) pagano le imposte nella nostra città. Cosa si
penserebbe se domani importanti società contribuenti di Lugano spostassero il
loro domicilio fiscale nei paradisi fiscali?
La mozione auspicata
Ecco, spero proprio che la prossima legislatura a Lugano possa iniziare con
l'approvazione di una semplice mozione che chieda che quelle società che
vogliono utilizzare il nome e l'immagine di Lugano e con essa intavolare delle
partnership abbiano il buon gusto di pagare le imposte nella nostra città. E
questo deve essere un concetto esteso a qualsiasi partenariato, non solo per i
signori di Tether. È un principio etico e di giustizia economica e sociale che
sono certa possa essere condiviso da tutte le forze politiche di Lugano. Per
quanto invece concerne specificatamente la questione di Tether, possiamo essere
certi che con un aumento di più di 300 milioni di gettito fiscale, si potranno
fare opere ed infrastrutture che migliorino la qualità di vita dei luganesi,
dal traffico alla transizione energetica. Ecco che a quel punto, le promesse di
un futuro migliore per Lugano e i luganesi, non sarà solo proclami e operazioni
di marketing politico, bensì qualcosa che le cittadine e i cittadini potranno
toccare con mano.

