Diego Baratti
e-ID per una sovranità digitale
Redazione
27.08.2025 10:14

Foto: ©Gabriele Putzu
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Nel XXI secolo la
competizione internazionale non si gioca più soltanto sulla forza economica o
sulla capacità di innovazione industriale: il nuovo campo di battaglia è la
sovranità digitale. La possibilità per un Paese di garantire ai propri
cittadini infrastrutture digitali sicure, trasparenti e affidabili diventa oggi
condizione imprescindibile per restare competitivi e non scivolare in una
posizione di dipendenza da attori stranieri.
La Svizzera,
consapevole di questa sfida, si trova in un momento cruciale: l’introduzione di
una identità digitale (e-ID) rappresenta un passo strategico per rafforzare la
competitività nazionale e preservare l’autonomia tecnologica. Non si tratta
semplicemente di uno strumento tecnico, ma di un vero pilastro della sovranità
digitale, capace di garantire che i dati personali dei cittadini restino in
Svizzera, anziché essere gestiti da grandi multinazionali internazionali la cui
logica è spesso commerciale e lontana dai bisogni e dai valori del nostro paese.
Le economie più forti
si distinguono per la capacità di innovare rapidamente e integrare soluzioni
digitali in ogni settore: dall’istruzione alla sanità, dal commercio
elettronico alla mobilità. In questo contesto, la disponibilità di un sistema
di identità digitale sicuro diventa un vantaggio competitivo. La
semplificazione dei processi amministrativi, l’automazione dei servizi e la
possibilità per imprese e startup di costruire nuovi modelli di business su
un’infrastruttura affidabile rappresentano un acceleratore potente per l’intero
ecosistema economico.
Un Paese che dispone
di strumenti propri non è costretto ad appoggiarsi a piattaforme estere per
attività quotidiane come autenticazioni online, firme digitali o verifiche
d’età. Così facendo, riduce i rischi di lock-in tecnologico e rafforza la
fiducia interna, prerequisito per attrarre investimenti e talenti.
Con una soluzione
“Made in Switzerland”, invece, il Paese riafferma la propria indipendenza e
dimostra che anche una realtà di dimensioni ridotte può essere leader di
innovazione, a patto che sappia valorizzare il proprio know-how tecnologico. La
qualità svizzera – sinonimo di precisione, sicurezza e affidabilità – diventa
così un marchio di garanzia anche nel digitale.
Non va però
dimenticato che la sovranità digitale non si conquista solo con la tecnologia:
è necessaria anche una visione culturale. Significa promuovere tra cittadini e
imprese la consapevolezza che i dati sono un bene prezioso da proteggere, e che
l’adozione di soluzioni nazionali rafforza non solo la sicurezza individuale,
ma anche l’autonomia collettiva.
In questo senso, la
e-ID non è un obbligo, ma un’opportunità. È una scelta libera, che però diventa
leva strategica per costruire un futuro digitale all’altezza delle sfide
globali.
Per restare al passo
coi tempi, la Svizzera deve investire in strumenti che garantiscano
competitività e sovranità digitale. L’e-ID non è un semplice documento
elettronico: è l’infrastruttura che consentirà di sviluppare servizi
innovativi, rafforzare la fiducia dei cittadini e consolidare l’indipendenza
tecnologica del Paese.
Diego Baratti - Vicepresidente UDC
Ticino

