Lorenzo Quadri
Doppia maggioranza: lo schiaffo a Cassis
Redazione
04.10.2026 09:10

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Il Consiglio
degli Stati ha dibattuto per quattro mezze giornate sull’accordo di
sottomissione all’UE, un malloppo composto da 2000 pagine di accordi e 20mila
di regolamenti. Nota bene: il contenuto del trattato coloniale non può essere
modificato. O lo si accetta così com’è, o lo si respinge. Le eventuali leggi
nazionali «non compatibili» verrebbero di fatto invalidate dalla Corte di
giustizia UE (i famosi «giudici stranieri»).
Come ha detto
il consigliere agli Stati Beat Rieder (Il Centro) durante il dibattito-fiume: «L’impero
britannico concedeva alle sue colonie più diritti di quanti ne conceda l’UE
alla Svizzera».
L’unica vera
decisione politica che Bruxelles non può contestare riguarda le modalità di
messa in votazione popolare dell’accordo di sottomissione. E qui arriva almeno
una nota positiva.
Gli Stati
hanno deciso per la doppia maggioranza di popolo e Cantoni, per 23 voti contro
17. D’altra parte, il Consiglio degli Stati è la Camera dei Cantoni: sarebbe
stato il colmo se i rappresentanti dei Cantoni avessero votato contro loro
stessi. Eppure succede anche questo: nella consultazione, 15 Cantoni su 26 (tra
questi, per fortuna, non c’è il Ticino) si sono espressi contro la maggioranza
dei Cantoni. Un clamoroso suicidio politico: i lemming in nome di Bruxelles!
Da notare
anche che 15 senatori hanno votato contro l’accordo: ai sei UDC si sono
aggiunti l’esponente dell’MCG, quattro PLR e tre centristi. Insomma, il
trattato non convince nemmeno tutti gli eurofili. Non può essere diversamente,
visto che tutti gli svantaggi pesano su un’unica parte: la nostra. Altro che
accordo «bilaterale»!
Al Nazionale,
il dibattito sull’accordo di sottomissione si terrà in dicembre. C’è almeno da
sperare che la Camera del popolo seguirà gli Stati sulla maggioranza dei
Cantoni.
Nel frattempo vedremo quali altre
vessazioni pretenderanno di infliggerci gli eurocrati, incuranti dell’iter
politico in corso. Vedi la pretesa di farci pagare la disoccupazione ai
frontalieri. L’Assemblea federale ha deciso che il Consiglio deve opporsi.
Quanto scommettiamo che invece non se ne farà nulla? Giusto per gradire,
Bruxelles da luglio ci ha già raddoppiato i dazi sull’acciaio (altro che
Trump), e una decina di giorni fa ha mandato a spasso la delegazione elvetica
recatasi nella capitale UE per discutere il tema. Andiamo bene.
Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

