Giorgio Ghiringhelli
Dopo il burqa è ormai tempo di proibire anche il velo islamico
Redazione
15.11.2024 10:19

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In
gennaio entrerà in vigore in Svizzera il divieto di dissimulare il volto in
pubblico, ma gli islamisti hanno trovato il trucco per aggirare questa norma
costituzionale
All’inizio del 2025 entrerà
finalmente in vigore in tutta la Svizzera la nuova Legge federale sul divieto
di dissimulare il viso in pubblico. Sono trascorsi quasi 14 anni da quando, il
25 marzo 2011, lanciai in Ticino un’iniziativa popolare (approvata il 22
settembre 2013 dal 65,4% dei votanti) che chiedeva di inserire nella
Costituzione cantonale un analogo divieto, che entrò poi in vigore il 1. luglio
2016. Fin dall’inizio, rispondendo alle critiche di chi sosteneva che in Ticino
non vi erano donne con il velo integrale (niqab) o con il burqa, precisai che l’iniziativa
aveva uno scopo preventivo e dissuasivo e che il mio obiettivo era quello di
fare scuola in Svizzera. Adesso questo mio desiderio è diventato realtà, dopo
che nel marzo del 2021 il Popolo ed i Cantoni avevano approvato un’iniziativa
costituzionale lanciata a livello nazionale sul modello di quella ticinese.
Missione compiuta, dunque!
Ripagato
da tante amarezze
Questo lieto finale mi ripaga di
tante amarezze che ho dovuto ingoiare in passato, quando ad esempio alcuni
organi di informazione contrari all’iniziativa non mi davano spazio per
pubblicare le mie motivazioni, o quando venivo accusato di essere un razzista,
o quando contro ogni logica le femministe di sinistra si opponevano al divieto
“antiburqa” per difendere la “libertà” delle donne musulmane di indossare
quello strumento misogino di sottomissione che è il velo integrale, incuranti
del fatto che milioni di donne nei 58 Paesi islamici erano obbligate a
indossarlo rischiando a volte di essere imprigionate, torturate, picchiate,
sfigurate con l’acido o uccise se si fossero opposte. Beh, almeno io, al
contrario di queste pseudo-femministe, posso dire di aver fatto qualcosa di
concreto per cercare di arginare da noi la diffusione di questa medievale e
oscurantista usanza figlia di un’ideologia totalitaria, violenta, razzista e
misogina mascherata da religione.
60
multe fino al 2019 e poi…zero
E però va detto che gli scaltri
islamisti hanno trovato il modo di aggirare il divieto, dimostrando così anche
poco rispetto verso le leggi del Paese che li ospita. In un articolo di Andrea
Manna e Giacomo Agosta pubblicato su La Regione dello scorso 7 novembre e
dedicato all’imminente entrata in vigore della nuova legge federale, si
riferisce che in Ticino, dal 2016 al 2019, erano state distribuite 60 multe per
infrazioni al divieto di dissimulare il volto in pubblico, di cui 32 legate
all’hooliganismo e 28 per donne con il viso velato. Ma poi dal 2020 non
vi sono più state multe. Strano, vero? Secondo il Dipartimento delle
istituzioni – si legge nell’articolo - ciò sarebbe dovuto sia al forte calo del
turismo proveniente dai Paesi arabi durante e dopo la pandemia del coronavirus e sia al fatto che ormai la gente è informata
sul divieto esistente.
Fatta
la legge, trovato l’inganno
Ma credo che la spiegazione sia
un’altra. La legge entrata in vigore in
Ticino prima della pandemia prevede infatti delle eccezioni per motivi di
salute al divieto di dissimulare il viso: eccezione ripresa anche nella nuova legge
federale. E la pandemia, con la conseguente diffusione delle mascherine
sanitarie che in certi periodi erano addirittura diventate obbligatorie,
costringendo tutti a dissimulare il viso, ha offerto su un piatto d’argento
alle donne musulmane integraliste la soluzione per aggirare il divieto in modo
legale. Non di rado mi è capitato di vedere in Ticino, anche in piena estate e
sotto un sole cocente, delle donne musulmane che indossavano una mascherina
(preferibilmente nera), occhialoni scuri e un velo islamico che copriva
capelli, orecchie e collo, con il risultato finale che il volto di quelle donne
era dissimulato al pari di quello di chi indossa un burqa o un niqab. Ecco
spiegato perché dopo il 2020 in Ticino non si sono più registrate multe per
infrazioni al divieto di dissimulare il volto. Difatti, in questi casi la
polizia ha le mani legate, perché in caso di un eventuale ricorso contro una
multa affibbiata a una donna con il volto coperto da mascherina, occhiali e
velo, il giudice con ogni probabilità lo accoglierebbe in virtù dell’eccezione
prevista dalla legge.
Proibire
il velo islamico
Forse, per far rispettare lo
spirito del divieto inserito nella Costituzione, si dovrebbe pretendere un
certificato medico da parte chi indossa una mascherina all’aperto coprendo il
resto del volto con un foulard islamico. Ma temo che l’introduzione di un
simile provvedimento non sarebbe così semplice. E allora, per non darla vinta a
quegli islamisti che fanno i furbi per aggirare le nostre leggi e per
islamizzare la nostra società, è giunto il momento di dichiarare guerra allo
strumento maggiormente utilizzato dai colonizzatori islamici per marcare il
territorio conquistato dall’islam e per fare proselitismo: ossia il velo
islamico! Il grado di islamizzazione di un Paese lo si può misurare a colpo
d’occhio dal numero di donne velate in circolazione: un numero in evidente
crescita in tutta l’Europa. Se non vogliamo ricreare anche da noi quel modello di
società oscurantista e illiberale che caratterizza i 57 Paesi islamici, è
giunto il momento di vietare il velo islamico (a cominciare dalle scuole e dai
posti di lavoro a contatto con il pubblico), anche per evitare che le donne
provenienti ad esempio dall’Afghanistan o dall’Iran che fuggono in Europa per
mettersi al riparo dai fanatismi religiosi, cadano dalla padella alla brace. Non
va inoltre dimenticato che, in base a quanto si legge nel Corano, lo scopo del
velo islamico è quello di distinguere le donne pie musulmane dalle altre: esso
non ha dunque un significato spirituale, ma costituisce un segno di
riconoscimento che serve a proteggerle dalle molestie e dalle aggressioni degli
uomini, mettendo però così in pericolo tutte le altre donne che diventano un
potenziale bersaglio. E difatti fra centinaia di donne che ogni giorno vengono
stuprate in strada in Europa da maschi la cui religione proibisce di avere
rapporti sessuali al di fuori del matrimonio con donne musulmane, non si è mai
sentito che una di queste vittime fosse velata….Vorranno capire questa semplice
verità le nostre femministe che, ingenuamente e autolesionisticamente, fanno
del velo un innocuo simbolo di libertà? La libertà di religione è una bella cosa, ma essa
va combattuta per legittima difesa quando viene utilizzata – come fanno
subdolamente i fanatici dell’islam - con l’obiettivo di eliminare tutte le
libertà.
Giorgio Ghiringhelli

