Marco Chiesa
Discorso 1. agosto
Redazione
01.08.2023 10:07

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
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La
nostra festa nazionale mi porta sempre a riflettere su alcuni valori che fanno parte
della nostra svizzeritudine. Valori sicuri che, a mio avviso, faremmo bene a
conservare se vogliamo che la Svizzera resti la Svizzera.
Penso
in particolare all’indipendenza
del nostro Paese. Dopo le
elezioni di ottobre il processo di avvicinamento all’Unione europea riprenderà
slancio. Questo è certo. Perché dopo le elezioni? La risposta è semplice. Perché il consiglio federale
intende lavorare sottotraccia e non vuole che il tema sia messo al centro
dell’agenda politica dei prossimi mesi. Un’UDC rafforzata renderebbe la
svendita del Paese pressoché impossibile mentre l’intenzione dichiarata nero su
bianco dal nostro Consiglio federale è quella di accettare la ripresa
automatica o dinamica del diritto europeo come pure i giudici stranieri. Il modello di Svizzera che molti
hanno in mente è quello di un Paese satellite dell’Unione europea, un Paese colonia,
sottomesso al volere Bruxelles e con una democrazia diretta limitata. Io
ritengo, al contrario, che in Svizzera i cittadini debbano sempre avere
l’ultima parola e non possano e debbano essere sanzionati per le decisioni che
prendono da persone libere.
Il secondo valore è quello della sicurezza. Troppo
spesso la diamo per scontata ma gli eventi che ogni giorno ci vengono riferiti
sono dei campanelli d’allarme che non dobbiamo sottovalutare. Il settore dell’asilo è nel caos.
La
situazione si deteriorerà perché
li sistema Schengen Dublino è fallito. I migranti illegali non depositano la domanda
d’asilo nel primo Paese sicuro dove approdano, lo fanno in Svizzera perché è il
miglior Paese dove richiederlo. Non confondo l’aiuto umanitario con la
migrazione illegale e non utilizzo frasi politicamente corrette. Gli stranieri
che delinquono devono essere immediatamente espulsi. Al contrario, il buonismo
e il lassismo dei giudici la fanno da padrone. Questi criminali restano
nel nostro Paese a scapito della sicurezza generale della nostra popolazione. E
chi se non noi dice le cose chiaramente come stanno!
Il terzo valore svizzero è quello
della neutralità. Una
neutralità che vogliamo integrale,
armata e perpetua. Chi è neutrale non è benvoluto perché non prende le
parti di nessuno. Ma chi è
neutrale può giocare un ruolo fondamentale per mettere fine ai conflitti.
La Svizzera può essere parta di una soluzione e non essere parte del problema.
Grazie ai suoi buoni uffici possiamo
essere molto più utili al mondo, molto di più che vendendo una trentina di
panzer che non porteranno certo ad un cessate il fuoco ma a sempre più
distruzione e morte. È per questo motivo che saluto l’iniziativa per una
neutralità integrale del nostro Paese, saluto il ritorno a valori saldi e
sicuri.
E per
questo che vi ringrazio per la presenza oggi alla Festa nazionale svizzera.
Solo
mobilitandoci, solo sostenendoci potremo consegnare alle prossime generazioni
una Svizzera libera e sicura.

