Stefano Araújo
Di intelligence e neutralità: perché votare SÌ il 27 settembre
Red. Online
25.09.2026 17:41

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Recentemente
ho assistito a un interessante dibattito sul tema della votazione del 27
settembre sulla neutralità, tenutosi a Ginevra al quale hanno partecipato
alcune personalità a favore e contro l’iniziativa, tra cui Jean-Philippe
Gaudin, già direttore dei Servizi d’Informazione della Confederazione.
La
sua prima affermazione degna di nota è che la neutralità svizzera ha finora
permesso di comunicare con tutti i servizi d'informazione esteri, sia di paesi
liberaldemocratici sia di paesi considerati autoritari, senza troppe
distinzioni. Perdere l'accesso privilegiato a informazioni provenienti da campi
diversi si tradurrebbe quindi in una perdita di sicurezza, poiché molte
informazioni utili al nostro Paese non sarebbero più accessibili. Il problema
principale in questo caso, è che un NO all’iniziativa per la neutralità,
darebbe un segnale negativo alla comunità internazionale, perché il voto
sarebbe interpretato dagli altri paesi come una rimessa in discussione della
stessa. Già oggi alcuni paesi non ci considerano neutrali perché abbiamo
seguito le sanzioni UE contro la Russia e preso le parti in favore
dell’Ucraina. Un NO all’iniziativa potrebbe aggravare la situazione. I servizi
di intelligence esteri sarebbero più restii a condividere informazioni
importanti con le nostre autorità. Se ritenuti non più neutrali dalla comunità
internazionale, la Svizzera non sarebbe più nemmeno utile in situazioni
delicate come lo scambio di prigionieri o il ruolo di ponte tra i servizi di
Paesi in conflitto.
La
seconda affermazione degna di interesse è emersa durante la discussione sulle
sanzioni contro la Russia. Il divisionario si è espresso in modo molto critico,
sostenendo che non servono a nulla, e che i servizi d'intelligence sapevano da
tempo che la Russia si stava preparando ad affrontare un isolamento da parte
occidentale e le relative sanzioni.
Infine,
riguardo alla NATO, il divisionario pur giustificando lo scambio di
informazioni e le esercitazioni congiunte, ha rimarcato quanto sia importante
restarne fuori, aggiungendo anche un aneddoto personale: «Ho seguito delle
formazioni militari della NATO, ne ho viste di cose; molto meglio starne
lontani, e preferisco non parlarne». Effettivamente, l’iniziativa per la
Neutralità ci permette di porre un freno alla possibile adesione della Svizzera
alla NATO, data l’impossibilità di aderire ad alleanze militari.
Per
concludere, non immaginavo di trovarmi d'accordo, da comunista critico delle
autorità militari, con un divisionario. Ritengo tuttavia molto importante
quanto detto da lui, che si può riassumere così: se la percezione nella
comunità internazionale è che non siamo più neutrali realmente, rischiamo di
perderci in modo significativo in termini di sicurezza e di protezione. Un
motivo in più, dunque, per votare SÌ all'Iniziativa per la Neutralità questo 27
settembre!
Stefano Araújo, membro del Partito Comunista.

