Sara Demir
Denaro contante: perché sostengo il controprogetto diretto
Redazione
22.02.2026 12:26

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L’8
marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi su diversi temi
federali. Tra questi figura l’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera
indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)» e
il relativo controprogetto diretto elaborato dal Parlamento.
Il
tema è importante e merita di essere affrontato con serietà. Il denaro contante resta infatti un elemento centrale del
nostro sistema economico e sociale: garantisce libertà di scelta nei pagamenti,
tutela la privacy e rappresenta una soluzione affidabile anche in situazioni di
crisi, come blackout o problemi alle infrastrutture digitali.
Personalmente
utilizzo anche strumenti di pagamento digitali come twint e la carta di
credito; continuo però a usare molto il contante, perché lo trovo pratico in
diverse situazioni quotidiane.
Proprio
per questo motivo ritengo però che la risposta migliore non sia l’iniziativa
popolare, bensì il controprogetto diretto.
L’iniziativa
nasce da preoccupazioni comprensibili, ma lo fa con formulazioni giuridicamente
poco precise. Si propone di modificare la Costituzione federale inserendo la
frase: «La Confederazione assicura che siano disponibili in ogni tempo monete o
banconote in quantità sufficiente». Espressioni come «quantità sufficiente» non
sono definite e rischiano di generare incertezza interpretativa, mentre altre
parti del testo ribadiscono principi che valgono già per qualsiasi revisione
costituzionale. Si pensi, ad esempio, al capoverso 5 che si intende introdurre,
la cui utilità appare quantomeno discutibile. Il
controprogetto diretto, invece, raggiunge lo stesso obiettivo in modo più
chiaro ed efficace. Esso stabilisce a livello costituzionale due elementi
fondamentali: il franco svizzero come moneta nazionale e l’obbligo della Banca
nazionale di garantire l’approvvigionamento di contante. Non si tratta di una
rivoluzione, ma di un rafforzamento mirato di norme già oggi in vigore, basato
su una prassi consolidata e comprensibile.
Questa
soluzione ha convinto ampiamente il Parlamento federale. Il controprogetto è
stato approvato dal Consiglio nazionale con una maggioranza schiacciante – 183
voti favorevoli contro 7 – e dal Consiglio degli Stati all’unanimità dei presenti (43 voti
favorevoli). L’iniziativa, al contrario, è stata
respinta proprio a causa delle sue debolezze di formulazione. Si tratta di un
segnale politico chiaro, che va oltre le appartenenze di partito.
Come
deputata al Gran Consiglio, credo sia nostro dovere sostenere soluzioni che
rafforzino la certezza del diritto e funzionino anche nel lungo periodo. In un
contesto di rapida evoluzione dei mezzi di pagamento, è giusto tutelare il
contante e la libertà di scelta della popolazione, ma farlo con strumenti
giuridicamente chiari e responsabili.
Per
queste ragioni, come già ribadito, pur comprendendo le preoccupazioni alla base
dell’iniziativa, voterò no all’iniziativa e sì al
controprogetto diretto.
È
una scelta responsabile per proteggere il contante, il franco svizzero e la
fiducia nel nostro sistema istituzionale.
Sara
Demir, Granconsigliera del Centro (TI)

