Tiziano Galeazzi
Delinquenza importata: "barcheta, camel e turna a cà"
Redazione
08.11.2023 12:55

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Due cittadini stranieri, richiedenti l’asilo, sono finiti in manette per
presunti reati attinenti la sfera intima di una minorenne nella tratta tra
Lugano e Mendrisio lo scorso mese. Sempre ad ottobre altri due richiedenti
l’asilo, in centro a Lugano, attorno alle 17.30, hanno fermato e molestato una
ragazza che fortunatamente è riuscita a fuggire alle loro
"attenzioni". Sono solo alcuni fatti di cronaca capitati nelle ultime
settimane e stanno a significare che qualcosa sta cambiando attorno a
noi. Basti osservare quanto sta succedendo nella vicina Italia per capire che
il rischio di uno spostamento pericoloso verso i nostri confini potrebbe
avverarsi nel breve-medio periodo. Con questi flussi di persone, ovviamente,
non mancheranno ulteriori atti di violenza e di disordine pubblico.
Dunque, non solo nella vicina Chiasso, il problema si potrebbe allargare
anche ad altri centri, tra i quali Lugano. Quest’ultima è ritenuta, ad oggi,
una città, sicura e ne siamo contenti.
So benissimo che si sta facendo tanto per la sicurezza, ma non va abbassata
la guardia sui controlli e nell'intensificare la collaborazione con tutte le
forze dell’ordine cantonali e federali (per esempio gli agenti ferroviari molto
preziosi sui treni e alle stazioni)
Non vorremmo arrivare nella situazione di altre nazioni dalla
Scandinavia giù giù fino al Mediterraneo, dove molti quartieri abitativi sono
in balia della delinquenza e le forze dell’ordine non riescono più a fare il
loro lavoro di prevenzione e contenimento.
I nostri agenti svolgono il loro lavoro in modo più che professionale, ma
andrebbero supportati maggiormente, sia dal mondo politico che dalla
popolazione. Vanno però anche forniti gli strumenti adatti per aiutarli nelle
loro mansioni. Si dovrebbe garantire al corpo di polizia maggior
libertà di manovra. Questo va a supporto della
prevenzione, evitando così che il Ticino diventi in futuro un nuovo territorio
fertile per bande criminali organizzate. Dal riassunto della visita della CF
Baume Schneider di ieri a Chiasso di certo non sembra che a Berna abbiano ben
compreso quanto potrebbe capitare in futuro a Sud delle Alpi prima e nel resto
della Svizzera poi. Un "déjà vu" stile covid-19 a inizio
2020? In fine, alla popolazione di Chiasso la mia personale solidarietà.
Tiziano Galeazzi, Municipale di Lugano e Gran Consigliere

