Graziano Besana
DECS: l’illusione è durata lo spazio di una notte?
Redazione
31.03.2026 06:00

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La vicenda che ha coinvolto la Sezione
dell’insegnamento medio superiore (SIMS) ha registrato un nuovo sviluppo lunedì
23 marzo, quando la consigliera di Stato Marina Carobbio è intervenuta in Gran Consiglio
per rispondere a due interpellanze. A nome del Consiglio di Stato, ha espresso
posizioni ampiamente condivisibili: approfondire quanto accaduto, migliorare
procedure e prassi, rivedere i meccanismi di selezione interna al DECS e
garantire nei bandi una chiara distinzione tra requisiti obbligatori e
preferenziali.
Parole che lasciavano intravedere un cambio di
approccio e un impegno concreto verso una maggiore trasparenza e coerenza nei
processi di selezione, in linea con le aspettative di un sistema istituzionale
fondato sulle competenze.
Tuttavia, già il giorno successivo, sul Foglio
ufficiale è apparso il bando per una posizione di Direttore/trice presso la
Divisione della formazione professionale a Breganzona, con grado d’occupazione
dal 50% in job-sharing fino al 100%. Si tratta di una funzione di livello
superiore rispetto a quella oggetto della controversia SIMS.
Secondo alcuni osservatori, i requisiti richiesti
sarebbero stati ridotti rispetto al precedente concorso. In particolare,
sarebbero stati eliminati proprio quegli elementi che il Tribunale
amministrativo aveva ritenuto non soddisfatti dai candidati inizialmente
selezionati nel caso SIMS. Inoltre, nel nuovo bando non sembrerebbe esservi una
chiara distinzione tra requisiti obbligatori e preferenziali.
Anche altri aspetti possono suscitare interrogativi.
La possibilità di ricoprire una funzione dirigenziale di vertice con un grado
d’occupazione del 50%, in modalità job-sharing, appare infatti poco
conciliabile con un ruolo che richiede continuità decisionale, presenza
costante e una chiara assunzione di responsabilità.
Perplessità emergono anche sulle tempistiche: il
concorso è stato pubblicato il 24 marzo con scadenza il 7 aprile, quindi con
appena due settimane a disposizione e in concomitanza con le festività
pasquali. Una finestra particolarmente breve per una funzione con una retribuzione
fino a 210’000 franchi annui, soprattutto se confrontata con il mese concesso,
nello stesso periodo, per candidarsi a un posto di custode scolastico da circa
81’000 franchi.
Una differenza difficilmente ignorabile, che rischia
di alimentare il dubbio che il o i nominativi dei candidati ideali siano già
stati individuati.
Resta ora da capire se si tratta soltanto di una
scelta organizzativa discutibile oppure di un segnale che meriterebbe ulteriori
chiarimenti.
Graziano
Besana, sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

