Sandro Fora
Decidiamo noi. O decidono altri al posto nostro?
Redazione
04.04.2026 13:49

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La città di Bellinzona è oggi al centro di un dibattito
acceso sulla sua identità e sul suo futuro.
In particolare, si vuole cambiare il nome dei castelli senza un reale
coinvolgimento dei cittadini.
Il movimento Il Noce ha lanciato un referendum per
difendere il carattere unico della città e preservare ciò che rappresenta: non
“fortezze”, ma castelli, un patrimonio culturale che appartiene a tutti.
Un referendum per difendere l’identità
Il referendum mira a proteggere la città da progetti che
rischiano di alterarne il carattere storico e culturale.
Noi del Il Noce, promotori dell’iniziativa, crediamo
che Bellinzona debba essere preservata anche per le generazioni future.
E crediamo soprattutto in una cosa semplice:
i cittadini devono poter decidere sul proprio futuro.
Non solo un nome: il tema del controllo
Non si tratta però solo di una questione di nomi.
Parallelamente, si sta andando verso la creazione di una Fondazione
che, una volta istituita, gestirà questi ambiti in modo sempre più autonomo.
E qui nasce una domanda legittima:
quanto resterà davvero nelle mani dei cittadini?
Perché il rischio è chiaro, oggi possiamo ancora dire la
nostra.
Domani, certe decisioni potrebbero non essere più realmente controllabili.
Critiche e accuse di “localismo”
Il referendum ha suscitato anche critiche: c’è chi parla di
“localismo” o di “chiusura”.
Secondo alcuni, questa iniziativa sarebbe un ostacolo allo
sviluppo economico e sociale della città, e i cittadini dovrebbero
semplicemente accettare nuove visioni e nuovi progetti.
Un dibattito necessario
Ma il punto è un altro.
Il dibattito sull’identità di Bellinzona è necessario.
Una città non è solo sviluppo: è storia, cultura, appartenenza.
E il suo futuro deve essere deciso dai cittadini, non calato
dall’alto.
Il referendum non è un attacco a chi la pensa diversamente.
È un’opportunità per fermarsi, riflettere e scegliere.
Perché su certe decisioni,
non si tratta di essere contro qualcosa.
Si tratta di poter dire la propria.
Sandro Fora – Il Noce

