Giovani UDC
Crescita fuori controllo! Immigrazione e espansione statale da frenare!
Redazione
21.04.2026 11:23

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Il dibattito
sull’iniziativa federale «No a una Svizzera da 10 milioni!», sull’iniziativa
cantonale «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali» e sull’iniziativa
federale «Freno all’amministrazione» è spesso dominato da emozioni. I Giovani
UDC Ticino ritengono invece essenziale partire dai dati ufficiali per capire le
vere cause della pressione migratoria e del fabbisogno di personale.
Secondo dati
pubblicati dall’Ufficio federale di statistica, tra il 2013 e il 2023 gli
impieghi a tempo pieno in Svizzera sono aumentati di circa 495'000 unità,
di cui oltre 220'000 nel settore pubblico e parapubblico. La crescita generale
dell’economia privata è stata invece molto più contenuta. Addirittura il settore
finanziario ha perso 8’900 posti di lavoro, il settore primario 4’000 e
l’industria produttiva è stagnante, fatta eccezione per il settore
farmaceutico.
La maggior parte
dei settori privati che sono cresciuti lo hanno fatto soprattutto per
inerzia demografica e crescita burocratica: più popolazione significa più
costruzioni (+67'000 posti a tempo pieno), più ristorazione (+16'000), più
attività ricreative (+11'000) e maggiore burocrazia necessita più amministrazioni,
consulenze e avvocati (+47'000).
Inoltre una
parte rilevante dell’aumento demografico è legata a una migrazione non
connessa al mercato del lavoro privato: personale richiesto dallo Stato,
richiedenti d’asilo, ammissioni temporanee, ricongiungimenti familiari. Solo
circa la metà delle persone che migrano in Svizzera lavora effettivamente, ma
tutte hanno bisogni primari da colmare che generano necessità di ulteriore
manodopera.
In questo
contesto, l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!», il cui scopo è di
limitare l’immigrazione, non rappresenta una minaccia per l’economia privata già
stagnante, come i settori finanziario, primario e industriale, in quanto non manifesta
un fabbisogno strutturale aggiuntivo di lavoratori. Inoltre riducendo la
migrazione non legata al mercato del lavoro, diminuisce anche la crescita “per
inerzia” dei settori che dipendono dalla demografia – costruzioni,
ristorazione, tempo libero ecc. – e con essa il fabbisogno aggiuntivo di
personale. Non si genera quindi una carenza crescente di manodopera,
perché si interviene sulle cause che la producono artificialmente. Inoltre
l’iniziativa consentirà anche in futuro una crescita demografica media di circa
40'000 persone all’anno, sufficiente per coprire il fabbisogno residuo
dell’economia privata.
L’iniziativa
dell’UDC Ticino «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali», su cui si voterà
in autunno, e l’iniziativa federale attualmente in fase di raccolta firme «Freno
all’amministrazione» sono pienamente complementari all’iniziativa contro la
crescita migratoria «No a una Svizzera da 10 milioni!». Vogliono impedire che,
in futuro, la manodopera autorizzata a entrare in Svizzera venga assorbita
dallo Stato anziché dall'economia privata e frenano l’aumento dei costi
pubblici che vengono scaricati su noi cittadini. Allo stesso tempo limitando la
crescita dell’apparato statale, riducono a loro volta il fabbisogno di nuovo
personale pubblico e quindi anche la necessità di migrazione per coprirlo.
Una minore
espansione del settore pubblico significa inoltre meno burocrazia e meno
oneri amministrativi per le imprese. Questo riduce il bisogno di
consulenti, avvocati e figure interne alle aziende che servono proprio per
gestire la complessità amministrativa e normativa. Di conseguenza diminuisce ancora
una volta il fabbisogno migratorio.
I
Giovani UDC Ticino invitano quindi i lettori a sostenere le tre iniziative che
non mettono a rischio la nostra economia, ma che ci garantiscono anche in
futuro una demografia sostenibile e uno Stato gestibile.

