Maria Pia Ambrosetti
Cresce la frattura tra popolo e istituzioni: a Moosseedorf nasce la prima Landsgemeinde nazionale
Redazione
07.07.2025 10:37

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In
un clima carico di determinazione e consapevolezza civica, si è tenuta sabato
la prima Landsgemeinde nazionale presso il monumento del Grauholz.
L’iniziativa, organizzata in reazione al crescente scollamento tra cittadini e
autorità federali, ha visto la partecipazione di circa 400 persone provenienti
da numerosi Cantoni.
La Landsgemeinde — moderna riedizione della tradizionale
assemblea popolare svizzera — è nata come risposta diretta alla mancata volontà
del Parlamento e del Consiglio federale di avviare un iter democratico su
dossier cruciali per la sovranità nazionale. Tra questi, le modifiche al
Regolamento sanitario internazionale (RSI) dell’OMS, approvate dal Consiglio
federale il 20 giugno senza alcun dibattito parlamentare, bypassando la mozione
Glarner, approvata nel 2024 dalla maggioranza dell’Assemblea nazionale (v.
articolo TIO o Ticinonews), e
ignorando le richieste di approfondimento presentate da numerose voci critiche
e petizioni popolari.
Durante l’assemblea, i partecipanti hanno espresso in modo
netto e democratico la propria volontà attraverso una serie di votazioni
pubbliche. I risultati parlano chiaro:
- NO agli emendamenti del Regolamento sanitario internazionale (RSI) dell’OMS.
- NO al finanziamento pubblico dei grandi media, accusati di appiattimento informativo e mancanza di pluralismo.
- SÌ al referendum obbligatorio sull’Accordo quadro III con l’UE, per riaffermare la sovranità popolare in politica estera.
- NO all’identità elettronica, già respinta nel 2021, ora ripresentata in forma poco modificata.
- SÌ a una moratoria di 10 anni per le leggi già rifiutate dal popolo ma riproposte poco dopo, come nel caso del finanziamento pubblico dei media e dell’identità elettronica.
Uno degli esiti più forti e simbolicamente rilevanti è
stata la dichiarazione condivisa dalla stragrande maggioranza dei partecipanti,
che hanno affermato di non sentirsi più rappresentati né dal Parlamento né dal
Governo nazionale. Una presa di posizione netta, che conferma la crisi di
legittimità delle istituzioni agli occhi di una parte crescente della
popolazione.
Questa Landsgemeinde nazionale, autorizzata dalle autorità
locali e svoltasi in modo pacifico e ordinato, rappresenta un atto di
autodeterminazione civica. Quando il processo parlamentare viene percepito come
un rituale vuoto e le istanze popolari vengono sistematicamente ignorate,
cresce il bisogno di forme alternative di partecipazione e rappresentanza.
Il successo dell’assemblea di Moosseedorf dimostra che lo
spirito democratico elvetico è vivo ed esige rispetto: per il voto popolare,
per la trasparenza nelle decisioni pubbliche e per un’informazione plurale. La
fiducia si guadagna con il confronto aperto, non con la gestione dall’alto.
Questo primo esercizio di democrazia diretta a livello nazionale avrà
senz’altro un seguito.
Maria Pia Ambrosetti, granconsigliera HelvEthica Ticino

