Gerardo, Pingitore, La Torre
Crans-Montana, la vergogna raddoppia: Moretti libero e Quadri-Marchesi dalla parte sbagliata
Redazione
25.01.2026 13:32

Foto: ©Gabriele Putzu
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Le dichiarazioni dei
consiglieri nazionali Lorenzo Quadri e Piero Marchesi sulla scarcerazione su
cauzione di Jacques Moretti rappresentano non solo una grave mancanza di
sensibilità verso le famiglie delle vittime e i sopravvissuti dell’incendio di
Crans-Montana, ma anche un tentativo maldestro di distogliere l’attenzione
dalle responsabilità evidenti che questa tragedia porta con sé.
Qui non si tratta di
“strepiti dei media” né di “ingerenze straniere”. Si tratta di 40 persone
morte, decine di feriti gravemente ustionati e famiglie distrutte per sempre.
Parlare di Stato di diritto senza prima riconoscere la gravità estrema dei
fatti e il fallimento dei controlli comunali e cantonali è un esercizio di
cinismo politico, non una difesa delle istituzioni.
La scarcerazione di
Moretti, pur formalmente legale, è moralmente inaccettabile. È un messaggio
devastante: chi è sospettato di gravi responsabilità in una strage può tornare
libero pagando una cauzione. Questo non è rispetto dello Stato di diritto, è una
sua interpretazione fredda e disumana, che finisce per uccidere le vittime una
seconda volta, calpestando la memoria dei morti e il dolore dei sopravvissuti.
Ancora più grave è il
tentativo di screditare la posizione dell’Italia. La reazione del governo
italiano non è un’ingerenza nella magistratura svizzera, ma un atto di
indignazione legittima di fronte a una decisione che offende il senso di
giustizia e la dignità delle vittime, molte delle quali italiane. Ridurre tutto
a propaganda politica significa rifiutarsi di guardare in faccia la realtà.
Il vero scandalo non
è la presa di posizione del Governo italiano, bensì il fallimento sistemico
delle istituzioni svizzere che Lorenzo Quadri e Piero Marchesi scelgono
consapevolmente di minimizzare e giustificare: controlli di sicurezza
obbligatori gravemente omessi o ridotti a pura formalità, responsabilità
evidenti delle autorità comunali e cantonali che non hanno esercitato il loro
dovere di vigilanza, e una gestione dell’azione penale che, concedendo la
libertà su cauzione a un indagato per fatti di eccezionale gravità, trasmette
l’idea che la capacità economica prevalga sulla tutela delle vittime e
sull’interesse pubblico.
Se questo è il
livello di empatia e responsabilità che questi due consiglieri riescono a
esprimere di fronte a una tragedia di tale portata, forse il problema non è
l’Italia che protesta, ma due politici che hanno smarrito il senso del loro
ruolo istituzionale.
Petta Gerardo, Mario
Pingitore , Cosimo La Torre (Membri Comites di Zurigo)

