Danilo Forini
Così, non ci siamo proprio
Redazione
12.12.2025 16:29

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Uno schiaffo alla volontà popolare. Il risultato
della votazione di settembre dell’iniziativa per limitare i premi di cassa
malati al 10% del reddito disponibile è stato chiaro. Come minimo ci si aspettava
un miglioramento della situazione e quindi un aumento del sistema di riduzione
dei premi di cassa malati (Ripam), almeno parziale. E invece no. La maggioranza
del Governo non solo non ha voluto fare un primo passo per applicare la
decisione popolare, ma addirittura propone un taglio sulla Ripam nel Preventivo
2026. Un taglio di 6,5 milioni all’anno. L’auspicio è ora che il Gran Consiglio
blocchi questa proposta irrispettosa del voto popolare.
Intanto però, in questi giorni, le prime persone hanno già
ricevuto le prime risposte alla domanda di riduzione dei premi per il 2026.
Prendiamo un esempio. Madre sola con due figli adolescenti.
Lei lavora, un lavoro normale. Il reddito imponibile della famiglia
monoparentale è di fr. 49'000.- annui che grazie al riconoscimento del rincaro
e ad un aumento della percentuale lavorativa sale a fr. 54'000.- l’anno scorso.
Nel frattempo, però, sale anche il costo della vita: affitto, prezzi dei
supermercati, l’assicurazione auto, il caffè, la pizza e soprattutto aumentano
i premi di cassa malati per tutta la famiglia. Mille franchi in più solo nel
2026. Per fortuna questa famiglia beneficiava di una riduzione di circa 1400 franchi
per figlio e di 800 franchi per la mamma: 3600 franchi all’anno che aiutano a tirare
il fiato.
Ma ecco la doccia fredda: la richiesta di Riduzione 2026
dei premi LaMal è respinta.
La motivazione è indicata nella decisione: “per definire il
reddito disponibile massimo è stata applicata la modifica secondo il messaggio
n. 8619 del 29.09.2025 (Preventivo 2026 e ulteriori misure di riequilibrio
finanziario, pag. 39)”. In sintesi nessun aiuto.
Il Consiglio di Stato continua a sostenere che si tratti di
una misura tecnica senza influenza sui premi che pagano le cittadine e i
cittadini. Le decisioni che cominciano ad arrivare a casa dimostrano invece il
contrario: la misura proposta (e già applicata dai solerti funzionari senza nemmeno
ancora una base legale decisa dal Parlamento) annulla completamente l’effetto
dell’evoluzione del costo della vita e riduce il diritto di riduzione dei premi
di cassa malati. Una scelta pensata, voluta e mirata per smussare il diritto
dei sussidi per il ceto medio.
Invece che andare nella direzione decisa del Popolo e
aumentare le riduzioni ai premi, si vogliono risparmiare 6.5 milioni, soldi in
meno che mancheranno a famiglie come questa.
Invece che un passo in avanti, ne state facendo uno
indietro.
L’appello è che il Gran Consiglio respinga questa modifica
particolarmente inopportuna in questo momento e che semmai la si riprenda solo
nell’ambito di un’introduzione (al più presto!) dell’iniziativa sul 10%.
A questo proposito, abbiamo proposto che se il Ticino
dovesse ricevere come previsto dei dividendi della Banca Nazionale, questi
soldi sia utilizzati per ridurre i premi di cassa malati. Una proposta
concreta, percorribile e anche – a nostro parere – logica.
Danilo Forini, Gran consigliere PS

