Verdi di Lugano
Corte dei reclami ed ex Macello
Redazione
01.07.2023 08:50

Foto: ©Gabriele Putzu
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Salutiamo con piacere la decisione della Corte dei reclami penali
che ha riaperto anche a livello giudiziario il dibattito sulla demolizione di
una parte dell’ex-macello. Ricordiamo che il giorno dopo la
demolizione si era già avviato lo sgombero delle macerie, nel pieno
sbigottimento e disorientamento di una popolazione che chiedeva risposte; solo
grazie al deposito della denuncia da parte dei Verdi di Lugano si è iniziato a
fare chiarezza. Ma poi il frettoloso decreto di abbandono del procuratore
generale non ha permesso di fare luce, alimentando unicamente il senso di
frustrazione e smarrimento in chi si aspetta che ad agire nella trasparenza e
legalità siano in in primo luogo esecutivi e polizia.
Negli scorsi giorni la stampa ha riportato le prime indicazioni sui
motivi della decisione. Sono riemerse tutte le domande di fondo a cui
l’inchiesta non aveva dato risposta. Siamo quindi soddisfatti che siano
presi sul serio i dubbi, non solo nostri, sullo svolgimento di quegli eventi. E
siamo anche sollevati, perché l’apparato giudiziario ha mostrato di non
accontentarsi di scorciatoie rassicuranti. È del resto l’unica via per ricucire
lo strappo con le istituzioni: fare luce permetterà di uscire dalle speculazioni
e dall’ambiguità e ristabilire il rapporto di fiducia con la giustizia da parte
della popolazione.
Membri dell'esecutivo cittadino hanno commentato la decisione
della Corte dei reclami penali lamentando un eccesso di tempo e risorse per
giungere a una conclusione che contribuisce ad allungare i tempi del progetto
edilizio di riqualifica dell’ex Macello. Noi crediamo invece che solo dopo un
approfondito processo di ricostruzione della verità e della fiducia si potranno
porre delle fondamenta solide per ricostruire anche su queste macerie.

