Gioventù Comunista
Contro la leva militare obbligatoria: solidarietà agli studenti e alle studentesse che scioperano in Germania!
Redazione
04.12.2025 13:29

Foto: ©Chiara Zocchetti
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La Gioventù Comunista svizzera esprime la sua più ferma solidarietà agli
studenti e alle studentesse che in Germania sciopereranno il 5 dicembre contro
la leva militare obbligatoria, una lotta che sosteniamo da sempre e che ci lega
ai nostri compagni e compagne all’estero specialmente in questo preoccupante
frangente storico. Il riarmo europeo, sostenuto da NATO e UE, non è un pericolo
unicamente per gli stati che aderiscono a tali organizzazioni guerrafondaie, ma
anche per la Svizzera che sempre più si piega ai diktat di Washington e
Bruxelles, seguendo pedissequamente i loro esempi di militarizzazione della
società. Se nella nostra realtà nazionale a spaventarci c’è lo smantellamento
del Servizio Civile in favore di quello militare – che contrastiamo promuovendo
il relativo referendum - , la concretizzazione di progetti per coinvolgere
coercitivamente le donne nell’esercito, l'invio di soldati all'estero e le
sempre più numerose “cooperazioni” con l’Alleanza Atlantica che i nostri
generali sostengono, in Germania la situazione appare ancora più buia. Il
militarismo è infatti entrato sistematicamente all’interno delle scuole, nelle
quali vengono promossi programmi educativi che trattano di tematiche relative
alle esercitazioni belliche, all’arruolamento in massa della popolazione e
all’ostilità verso tutto ciò che si può considerare esterno al potere
euroatlantico. Inoltre, il settore scolastico è sempre fra quelli maggiormente
colpiti dai tagli neoliberisti imposti dai nostri rispettivi governi. La giustificazione
delle necessità finanziarie per tagliare sulla scuola perde sempre più
credibilità per ogni centesimo speso per l’esercito: un vero e proprio pozzo
senza fondo per cui i finanziamenti non bastano mai, né in Svizzera, sebbene
sia già sovradimensionato, né in Germania.
In
tale contesto, esprimiamo la nostra soddisfazione e la nostra stima verso i
compagni tedeschi che coraggiosamente hanno scelto di mobilitarsi: un esempio
che intendiamo seguire anche nel nostro Paese, come già lo abbiamo fatto nella
nostra manifestazione del 15 marzo scorso per dire no alla NATO, sì alla Pace.
Parole d’ordine alle quali affianchiamo a nostra volta la rivendicazione di una
società demilitarizzata e che valorizzi la sua istruzione anziché il suo
esercito
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