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Conti in ordine, società in perdita: quale futuro dopo i tagli?
Redazione
16.11.2025 13:37

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Il preventivo cantonale 2026,
approvato dal Consiglio di Stato, introduce tagli che avranno conseguenze significative
nel settore della presa a carico dei giovani richiedenti asilo, gestito dalla
Croce Rossa Svizzera.
Questa decisione ha già portato al ricollocamento o alla perdita del lavoro per
35 operatori – tra educatori e vegliatori – che finora hanno rappresentato
figure di riferimento fondamentali nel percorso quotidiano di accompagnamento
di questi ragazzi. Si tratta di professionisti che non solo garantivano una
presenza costante e un sostegno educativo, ma che costruivano con i giovani
relazioni di fiducia, aiutandoli a orientarsi in un nuovo contesto di vita, a
comprenderne le regole sociali e a sviluppare le competenze necessarie per
diventare autonomi.
La riduzione delle risorse
comporterà una presa a carico meno intensiva per i neomaggiorenni e un
accompagnamento più debole nei percorsi di integrazione sociale e
professionale.
Si rischia così di passare da un approccio educativo e formativo, fondato sulla
relazione e sulla costruzione di competenze di vita, a un modello
assistenzialistico che non favorisce il raggiungimento dell’autonomia.
Questa scelta rischia di
generare, a lungo termine, costi sociali ed economici maggiori. Un risparmio
immediato può infatti trasformarsi in una spesa più elevata in futuro, quando
la mancata integrazione si tradurrà in maggiori bisogni assistenziali e in un
numero più alto di accessi al sistema di prestazioni pubblico.
Le esperienze educative maturate
mostrano infatti che investire nell’integrazione produce benefici duraturi per
la collettività, sia sul piano sociale che economico. Diventa dunque oggi
imprescindibile cambiare le lenti con cui il sistema politico osserva il
settore sociale, considerandolo non come un costo da contenere, ma come un
investimento lungimirante in una società coesa e capace di autosostenersi.

