Marco Noi
Come volevasi dimostrare…
Redazione
19.10.2023 09:41

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C’è chi diceva che con il decreto Morisoli non ci sarebbero
stati tagli e che tutto sarebbe stato indolore. “Semplice contenimento della
spesa”, si diceva. Ce la ricordiamo ancora la promessa di non andare a toccare
le persone in difficoltà e il ceto medio? Ebbene ora ci troviamo con un taglio
di 57 milioni ai sussidi per la cassa malati, per l’aiuto agli anziani, ai
disabili e ai bambini; un taglio di 28 milioni ai dipendenti statali che
perlopiù appartengono a quel ceto medio che i partiti di centro-destra dicono
di voler aiutare; un aumento delle entrate per quasi 40 milioni a carico
perlopiù, indovinate un po’, sempre del ceto medio, perché prendere i soldi da
chi ne ha in abbondanza, per carità, non si può. Chapeau!
Forse ora si capisce perché i partiti borghesi hanno voluto
ritardare la pubblicazione del preventivo 2024 a quattro giorni dalla chiusura
delle urne per le federali. Non sia mai che la gente abbia troppo tempo per
capire che è stata ingannata con “balle belle e buone”. Dopo essersi fatti
condurre per il naso da Morisoli e Pamini, i partiti borghesi – con un
distinguo per l’anima sociale del Centro – hanno illuso cittadine e cittadini,
facendo loro credere che avallare il decreto sul pareggio del conto economico
entro il 2025 sarebbe stato ampiamente sostenibile. Ed ora, proprio quando il
rincaro si fa sentire in maniera dolorosa – in particolare tra il ceto medio e
medio basso – queste fasce della popolazione vengono ancora più indebolite e il
ceto medio ancora più spremuto per preparare lo sgravio fiscale a favore
prioritariamente – manco a dirlo – delle fasce più abbienti, con la ritrita
promessa che dare i soldi ai ricchi porta lavoro e benessere a tutti.
A chi crede ancora a questa favoletta è forse bene
ricordare che il PIL pro-capite in Ticino è perlopiù sempre cresciuto dal 2008
ad oggi (da 80'000 franchi nel 2008 a 87'000 nel 2019). L’economia cantonale ha
dunque attirato sempre più denaro. Ma quale è stato il risultato? Ci abbiamo
guadagnato tutti? No. Gli esentasse – ovvero quelli che non possono contribuire
alla spesa dello Stato perché pagati troppo poco – sono sempre aumentati (dal
23.4% al 26.4 dei contribuenti), mentre nel contempo il ceto medio si è impoverito,
con relativo aumento di spese dello Stato per sussidi a chi non sbarca il
lunario, e i ricchi sono diventati ancora più ricchi. Domanda: chi tiene in
mano le redini dell’economia e determina lo stipendio di lavoratori e
lavoratrici? Da quali partiti sono rappresentati questi datori di lavoro? Quali
sono i partiti che, mancando soldi per nutrire i loro circoli economici
esclusivi, stanno ora drenando soldi dallo Stato e dagli stipendi di
lavoratrici e lavoratori (come hanno già fatto negli ultimi anni, essendo
aumentati gli esentasse) per nutrire ancor di più il loro capitale? Quali sono
i partiti che hanno i soldi per tappezzare Ticino e media cantonali di
inserzioni e manifesti elettorali e per inviarci squallidi volantini che ci
dicono come votare?
Questi sono i partiti che sono riusciti a convincere il
Ticino che con un debito pubblico dell’8% rispetto al PIL cantonale (quando la
Svizzera ha il 16% e i paesi europei sono perlopiù nettamente sopra il 30–50 %),
il Cantone va in bancarotta e pertanto bisogna darsi all’austerità invece di
rilanciare l’economia e orientarla verso la transizione energetica ed ecologica
con decisi investimenti statali che trascinano poi quelli privati.
È bene che l’elettorato cantonale si desti da questo incubo
e dia credito a chi vuole rilanciare il Cantone e la Svizzera con politiche che
sostengono tutte le persone e non solamente quelle più ricche, nella speranza
che poi sgoccioli qualcosa dall’alto.
Marco Noi, candidato al Consiglio
Nazionale, Verdi del Ticino

