Avanti con Ticino&Lavoro
«Come ci presentiamo a Berna quando chiediamo di cambiare le regole del gioco?»
Red. Online
07.04.2026 17:18

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Con la decisione odierna del
Consiglio federale di non accogliere le richieste del Ticino sulla perequazione
intercantonale, si chiude, almeno per ora, una fase. E si apre una domanda più
seria: come ci presentiamo a Berna quando chiediamo di cambiare le regole del
gioco?
Noi, come Avanti con Ticino &
Lavoro, avevamo provato a impostare il tema in modo diverso. Con la mozione del
giugno 2024 non ci siamo limitati a dire che il Ticino è penalizzato. Quello è
noto. I dati sui salari, sul mercato del lavoro, sulle dinamiche migratorie lo
mostrano da anni. Abbiamo chiesto un passo in più: incaricare un istituto
indipendente di analizzare in modo sistematico la perequazione, per costruire
una base tecnica solida in vista della prossima revisione federale. In altre
parole: smettere di rivendicare a parole e iniziare a dimostrare la fondatezza
delle nostre rivendicazioni con i fatti.
La risposta del Consiglio di
Stato alla nostra mozione è stata negativa. Non nel merito del problema, che
viene riconosciuto, ma nel metodo. Ed è proprio questo il nocciolo della
questione. Il Governo ha ritenuto di non dover commissionare uno studio esterno,
sostenendo che il lavoro interno e i processi federali in corso sono
sufficienti. Risultato: la mozione è ferma in Commissione della gestione. Di
fatto, congelata, nonostante l’importanza fondamentale per il Cantone.
Ma cosa ancora peggiore, oggi è
arrivata la decisione di Berna in merito alla perequazione ed è negativa.
Non è un caso. È la conseguenza
di un’impostazione. La perequazione è un meccanismo tecnico, complesso, difeso
da altri Cantoni che non hanno alcun interesse a modificarlo. Pensare di
cambiarlo senza un dossier forte, indipendente, difficilmente contestabile, è
illusorio. Non si va a Berna con il cappello in mano. Si va con numeri,
modelli, simulazioni.
Oggi il Ticino paga il prezzo di
questa leggerezza. Se non cambiamo metodo, nel 2030 saremo qui a commentare lo
stesso risultato. E a piangere sul latto versato.
Amalia Mirante - Avanti con Ticino&Lavoro

