Paolo Balzari
Casse malati: meno allarmismi, servono soluzioni per i cittadini
Redazione
04.09.2025 21:40

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Il 28 settembre votiamo su due proposte. La prima (“10%”)
vuole che il premio, dopo i sussidi, non superi il 10% del reddito
disponibile. Il Consiglio di Stato stima ≈300 milioni/anno a carico del
Cantone e avverte di possibili aumenti d’imposta.
La seconda (“deduzione integrale”) aumenta le deduzioni fiscali fino a
coprire i premi LAMal (Legge federale sull’assicurazione malattie) e
altri oneri: impatto stimato ≈100 milioni/anno tra Cantone e Comuni.
Contesto reale delle famiglie
Oggi oltre 110’000 persone ricevono la RIPAM (Riduzione Individuale
dei Premi dell’Assicurazione Malattia) e nel 2025 la spesa lorda supererà
420 milioni. Con la riforma EFAS (Finanziamento uniforme delle
prestazioni ambulatoriali e stazionarie) potrebbero aggiungersi ≈190–240
milioni entro il 2032. I margini sono stretti: servono fatti, non
allarmismi.
5 mosse concrete (semplici, attuabili in 12 mesi)
- RIPAM automatica e semplice. Perché: chi ha diritto spesso rinuncia per burocrazia. Come: precompilazione da dati fiscali, sportello unico e tempi certi di risposta.
- Acquisti centralizzati. Perché: comprare a pezzi costa di più. Come: gare uniche per farmaci/dispositivi/ICT nelle strutture con mandato pubblico; stessi prodotti, prezzi migliori.
- Generici e biosimilari come prima scelta. Perché: stessa efficacia, meno spesa. Come: linee guida vincolanti e controlli trimestrali sull’uso effettivo.
- Triage e telemedicina per sgonfiare i Pronto Soccorso. Perché: molti accessi non sono urgenze vere. Come: numero unico con personale sanitario, prime visite video e corsie rapide verso il medico di famiglia.
- Cruscotto pubblico ogni 3 mesi. Perché: senza numeri non c’è fiducia. Come: pubblicare costi, accessi PS evitabili, quota generici e tempi RIPAM; fissare obiettivi misurabili e correttivi.
Messaggio finale
Le iniziative possono dare sollievo, ma la politica deve facilitare i
sussidi e tagliare gli sprechi. Meno allarmismi, più risultati
concreti: così si aiuta davvero chi fatica ad arrivare a fine mese.
Paolo Balzari - Vice Presidente Il Noce

