Beppe Savary
Cassa malati unica e cassamalatari
Redazione
08.10.2023 17:18

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
L’ennesima stangata dei premi di cassa malati è arrivata, la peggiore di sempre. Al posto della
politica delle pomate ci vuole un intervento chirurgico radicale per eliminare tutto il tessuto
necrotico e marcio.
Tantissimi sono gli interessi dei molteplici attori nel nostro complesso sistema sanitario e tutti
giurano che fanno tutto soltanto per la nostra salute, bene considerato il più importante. Allora
facciamo tutto per tutelarlo? Chi riesce a restare in buona salute in un ambiente malsano, fatto da
lavori precari e stressanti, che sovente porta a consolarsi con sigarette, alcol e persino con calmanti su ricetta medica. Aria inquinata, rumore assordante, cibo scadente e troppo poco
movimento ci rendono «utenti» del sistema sanitario, che viene considerato un mercato nel quale
si ha già pagato in anticipo (e non poco, visto l’ammontare dei premi delle casse malati). Strano mercato però, dominato, più che altro nel suo reparto privato (vedasi l’esempio dei «centri medici»
che spuntano ovunque come dei funghi velenosi) spesso più dall’offerta che dalla domanda. Un
confronto USA-Canada parla chiaro: più la sanità si trova in mani private, più costa.
Come uscire da questo sistema malato?
Propongo delle misure efficaci, che però piacciono ben poco a chi ha i suoi forti interessi particolari
nel «mercato della sanità »: Abbassare drasticamente i prezzi dei farmaci, sempre più cari, come
avviene nei paesi che ci circondano e creare un’impresa pubblica per fabbricare i medicamenti
generici che sempre più spesso mancano perché non generano abbastanza profitto: misure che
non piacciono all’industria farmaceutica - 20-25% di profitti - e alla sua potentissima lobby nel
parlamento federale. Eliminare il 25-30% degli interventi non necessari: piace poco a chi li offre
dietro lauto guadagno. Passare dall’assurdo pagamento all’atto che incita a elargire l’offerta
sanitaria a un regime di paga adeguata e fissa, per tutti i medici. Considerare meglio il ruolo
importante dei medici di famiglia, che stanno diventando una specie rara.
Una cassa malati unica e pubblica con dei premi secondo reddito e sostanza deve e può investire
in prevenzione e riabilitazione come lo sta facendo la SUVA. È trasparente e controlla ancora di
più che la SUVA «i fornitori di prestazioni», cioè medici, cliniche, ospedali e «Big Pharma». Evita
di dover sussidiare un terzo dei premi e fa risparmiare molto ai tanti che non hanno diritto a sussidi.
In attesa della nostra nuova cassa malati va elargito il cerchio dei beneficiari di sussidi e vanno
limitati i premi al 10% del reddito. Prepariamoci sin d’ora alla battaglia contro i cassamalatari e i
loro zelanti lobbisti in parlamento che difenderanno a suon di milioni le loro laute prebende.
Beppe Savary
Medico generalista e d’urgenza, candidato Verdi e Forum alternativo al Consiglio nazionale
Medico generalista e d’urgenza, candidato Verdi e Forum alternativo al Consiglio nazionale

