Lorenzo Quadri
Cassa malati: “spacchettare” è doveroso
Redazione
10.05.2026 08:41

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Per mesi si è tentato di far passare per scelta
democratica ciò che invece è tatticismo da quattro soldi: infilare nello stesso
calderone le due iniziative popolari sui premi di cassa malati, quella della
Lega e quella del PS. Eppure questa manovra appariva fin dall’inizio per quello
che è: un espediente politico del governo cantonale per rallentare tutto e,
possibilmente, affossare entrambe le proposte.
Ora, finalmente, nel Gran Consiglio sembra emergere una
maggioranza favorevole allo “spacchettamento”. Una presa di coscienza tardiva,
ma necessaria. Del resto, le due iniziative popolari hanno in comune ben poco,
se non la data di votazione. Per contenuti, obiettivi, modalità di applicazione
e sostenibilità finanziaria, si tratta di due testi completamente diversi.
Continuare a invocare una presunta “parità di trattamento” è solo un alibi: non
si può trattare allo stesso modo ciò che uguale non è.
Come prevedibile, la sinistra protesta. A suo dire,
separare i percorsi parlamentari aprirebbe una corsia preferenziale per
l’iniziativa leghista. E allora? È del tutto logico che la proposta della Lega
abbia la precedenza, per una ragione molto semplice: è finanziariamente
sostenibile e semplice da applicare.
Non si tratta di creare iniziative popolari di serie A e
di serie B. Semplicemente, ci sono proposte che sono realistiche mentre altre…
molto meno. E queste “altre” non devono diventare la scusa per affossare ciò
che è attuabile. Perché altrimenti sì che si calpesterebbero i diritti
popolari.
I rossoverdi, per farsi
campagna elettorale, hanno venduto fumo ai ticinesi. Hanno tentato di far
credere che fosse possibile moltiplicare i sussidi di cassa malati come i pani
e i pesci della parabola biblica, senza che ciò imponesse una vera e propria rapina
fiscale ai danni del ceto medio. Adesso i nodi vengono al pettine. Come è
doveroso che sia.
Per questo lo spacchettamento è un atto di correttezza democratica.
Chi ha presentato una proposta seria ha il diritto di vederla applicata in
tempi brevi. Non deve andarci di mezzo perché altri hanno promosso iniziative
ideologiche per “posizionarsi politicamente”. L’iniziativa “del 10%” della
sinistra va finalmente presa per quello che è: un tentativo di “ridistribuzione
del reddito” a spese del ceto medio.
Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi

