Usman Baig
Cassa malati: il 10% che può cambiare la vita. Per il Ticino è tempo di cambiare!
Redazione
16.09.2025 13:30

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I premi di
cassa malati pesano come un macigno sulle spalle dei ticinesi. Ogni anno
aumentano, e ogni anno cresce il numero di famiglie, pensionati, lavoratori
che non riescono più a sostenerli. In un cantone dove i salari sono tra i più
bassi della Svizzera e i working poor sono in costante aumento, la sanità
rischia di diventare un lusso, non un diritto. L’iniziativa
che propone di fissare un tetto massimo del 10% del reddito destinato ai premi
non è solo una questione di numeri. È una questione di dignità.
Vuol dire che un pensionato non sarà costretto a scegliere tra medicine e
spesa, che una famiglia con bambini non dovrà sacrificare le attività dei figli
per pagare le fatture, che chi lavora duro potrà finalmente respirare.
Ricostruire la fiducia nella politica
Non è
assistenzialismo, ma giustizia sociale. La salute deve restare accessibile a
tutti, indipendentemente dal portafoglio. Sostenere questa iniziativa significa molto più che alleggerire i
bilanci familiari: vuol dire ricostruire la fiducia nella politica, dimostrare
che lo Stato sa ascoltare e agire. Significa rafforzare la coesione sociale,
ridurre le disuguaglianze e dare al Ticino un futuro in cui nessuno venga
lasciato indietro. Un Ticino che
sceglie questa via dimostra coraggio e solidarietà. I vantaggi non ricadono su
una sola fascia della popolazione, ma sull’intera comunità: meno insicurezza,
più serenità, più equità. Oggi a rischio non sono solo alcune categorie, ma la
dignità umana stessa. Garantire l’accesso alle cure è un diritto
costituzionale, e difenderlo significa preservare i valori fondamentali della
nostra società. L’occasione è
ora. Limitare i premi al 10% del reddito è un passo concreto per restituire
equità e speranza.
Usman Baig, economista aziendale SUPSI, membro del Comitato cantonale i Verdi del
Ticino

