Pietro Solcà
Casa montana di Nante di proprietà del comune di Monteceneri: un progetto per ricostruire, non per distruggere
Redazione
20.06.2025 17:02

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Con 27 voti favorevoli, 2 astenuti e solo 2 contrari, l’11 giugno scorso
il Consiglio comunale ha approvato il credito per la ristrutturazione della
Casa montana di Nante, dopo che il Municipio, all’unanimità, ne ha deciso il
suo licenziamento, un bene comunale oggi in grave stato di degrado. Questo
progetto nasce dalla volontà di restituire dignità a un immobile dal valore
storico, simbolico e sociale, trasformandolo in uno spazio vivo, dedicato alla
formazione, all’incontro, alla natura e alla crescita dei nostri giovani e
dell’intera comunità, in primis delle scuole comunali.
Si tratta di un investimento promosso da una mozione, condiviso e
sostenuto da anni nei programmi elettorali di tutte le forze politiche.
Eppure, nonostante il chiaro e ampio sostegno democratico, ci troviamo
oggi di fronte a una raccolta firme referendaria che tenta di bloccare tutto,
alimentando una narrazione fuorviante e priva di fondamento. Si parla di un
Comune “disastrato”, privo di servizi essenziali, con un debito ingestibile e
un moltiplicatore fuori controllo. Si definisce la Casa di Nante una
“stamberga” e si liquida il progetto come un’illusione costruita su un business
plan fallimentare.
Ma i fatti raccontano una realtà completamente diversa.
Il progetto di ristrutturazione è il frutto di oltre dieci anni di
impegno, di pianificazione accurata, di risorse e competenze messe in campo con
responsabilità e visione. È accompagnato da perizie tecniche, analisi
economiche, prospettive concrete di autofinanziamento e valutazioni credibili
di sostenibilità. Come ogni altro investimento comunale, il credito è stato
presentato al lordo – ossia senza detrarre i contributi esterni attesi –
secondo una prassi corretta e consolidata.
La ristrutturazione della Casa montana non è un capriccio, ma un
investimento nel futuro. Significa preservare un bene pubblico in degrado,
restituendolo alla collettività come spazio multifunzionale, utile,
accessibile, pronto ad accogliere attività educative, sociali e ricreative.
Significa offrire nuove opportunità, valorizzare il territorio, rafforzare il
legame con la montagna e promuovere un turismo sostenibile.
Monteceneri, contrariamente alla narrazione distruttiva in corso, è oggi
garante di tutti i servizi di base: scuole, mense, acquedotto con una qualità
dell’acqua eccellente, canalizzazioni, strade. E ha già avviato un ambizioso
piano di investimenti: dal rinnovamento dei contenitori interrati per i
rifiuti, alla riqualifica della casa dei Landfogti, dal recupero del centro
sportivo Quadrifoglio fino al rinnovamento degli edifici scolastici e delle
infrastrutture essenziali. È evidente che ogni processo decisionale segue i
propri tempi e affronta ostacoli diversi, ma vi è una programmazione chiara e
coerente.
Anche dal punto di vista finanziario i numeri parlano chiaro.
Monteceneri dispone di un capitale proprio di circa 10 milioni di franchi e
vanta un tasso d’indebitamento pro capite di 2'538 franchi, ben al di sotto
della media cantonale. La pressione fiscale comunale non ha dovuto essere
ritoccata, a differenza di numerosi Comuni, malgrado i continui gravi fiscali. Il
progetto di Nante è quindi sostenibile, non grava sulla gestione corrente e,
anzi, punta a generare un equilibrio finanziario positivo nel tempo, con
previsti utili d’esercizio.
E allora, quali alternative hanno proposto i promotori del referendum?
Nessuna. Solo slogan distruttivi, finalizzati a rallentare o bloccare ogni
processo evolutivo. Lo abbiamo già visto: basti pensare al caso del Centro
Quadrifoglio, fermato da un referendum, con il risultato che il problema è
rimasto lì, irrisolto.
È tempo di andare oltre. Di guardare avanti con responsabilità. Non
possiamo lasciare che disinformazione e paure blocchino un progetto che parla
di futuro, di comunità, di opportunità per le generazioni che verranno. Inoltre
sottoscrivere e accogliere il referendum porterebbe all’unico risultato di aver
sperperato denaro pubblico per non ottenere nulla.
La ristrutturazione della Casa montana di Nante consentirà anche a chi
verrà dopo di noi di vivere quelle esperienze indimenticabili che si conservano
nel cuore.
Sosteniamo Nante. Perché investire negli spazi educativi, ricreativi e
sociali è investire nel proprio futuro.
Pietro Solcà,
sindaco di Monteceneri
sindaco di Monteceneri

