Tiziano Galeazzi
Cantone e le spese dello Stato
Redazione
15.12.2023 10:48

Foto: ©Chiara Zocchetti
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In Ticino, dove le montagne si specchiano nei laghi sereni, si sta profilando
un'ombra preoccupante sui 352.000 cittadine e cittadini, nel panorama
amministrativo: l'aumento costante dei costi per gli impiegati pubblici, ora a
quota 1’150 milioni di franchi ca.
Questa situazione ricorda stranamente la
famosa favola di Esopo, "La rana e il bue". In questa favola, una
rana, vedendo passare un bue, inizia a gonfiarsi nel vano tentativo di eguagliarne
le dimensioni. Ogni sforzo, tuttavia, si conclude in modo tragico per la rana.
Analogamente, nel contesto ticinese, osserviamo come i costi per mantenere
l'apparato pubblico stiano tentando di "gonfiarsi", cercando di
adeguarsi a standard forse irraggiungibili o inappropriati per la realtà
locale.
Il paragone diventa evidente quando consideriamo le recenti richieste
salariali e le crescenti esigenze in termini di benefit e condizioni di lavoro.
Questi "gonfiori" finanziari, se non gestiti con saggezza e prudenza,
potrebbero portare a conseguenze indesiderate, proprio come nella favola.
Inoltre, il dilemma non si limita solo agli aspetti economici. C'è anche una
dimensione morale, che rispecchia il messaggio della favola: l'importanza della
misura e dell'accettazione delle proprie reali capacità e limiti.
In questa
luce, diventa cruciale per il Governo decidere, ponderando attentamente ogni
passo, bilanciando le esigenze del presente con la sostenibilità futura. In
conclusione, la situazione in Ticino può essere vista come un monito moderno,
un promemoria che, proprio come nella favola di Esopo, è importante rimanere
ancorati alla realtà e agire con consapevolezza delle proprie capacità e limiti
anche finanziari. Solo così si può evitare il destino della rana, assicurando
un futuro stabile e prospero per il cantone e i suoi abitanti. Che fare quindi?
Si potrebbe pensare a spostamenti interni all’enorme ingranaggio
dell’amministrazione cantonale laddove una partenza per il pensionamento o
per un altro posto di lavoro privato, se non per estrema necessità,
(specializzazione introvabile) non venga più sostituito ma ripartito
all’interno dell’ufficio o rafforzato da altre forze lavorative sempre
all’interno dell’amministrazione. Cosi anche per i troppi mandati esterni,
molto più costosi, che siano assolti possibilmente dall’interno, formando il
dovuto personale. Questa voce di bilancio miliardaria viene a fatica coperta da
tutte le entrate fiscali pagate dalle persone fisiche, 170’000 contribuenti
circa. Una riflessione va fatta e molto presto.
Tiziano
Galeazzi, municipale di Lugano e granconsigliere UDC

