Lorenzo Quadri
Canone a 200 franchi: la SSR già pratica il lavaggio del cervello
Redazione
13.08.2023 08:10

Foto: © Gabriele Putzu
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Il 10 agosto sono state consegnate a Palazzo federale le firme per
l’iniziativa popolare federale “200 Fr bastano”, che vuole ridurre il canone
SSR dagli attuali 335 franchi all’anno – che ne fanno il canone più caro del
mondo – a 200. In Ticino, il “Mattino della domenica” ha raccolto ben 31'500
firme: un vero record. Nel nostro Cantone, che rappresenta il 4% della
popolazione svizzera, sono state raccolte un quarto delle sottoscrizioni
totali. E questo vorrà pur dire qualcosa.
Quella proposta dall’iniziativa è una riduzione ragionevole del
canone, di circa un terzo (altro che “dimezzamento”, come affermano, mentendo,
i contrari) che tiene conto della mutata realtà sociale. La popolazione guarda
sempre meno la televisione ed ascolta sempre meno la radio. I giovani tra i 15
ed i 29 anni, come emerge da un recente studio dell’Ufficio federale di
statistica, trascorrono in media 28 minuti al giorno davanti al teleschermo;
non necessariamente a guardare un canale SSR. In altre parole: per i giovani la
SSR nemmeno esiste, per il resto della popolazione diventa sempre più
irrilevante.
Quando un’azienda perde quote di mercato si deve ridimensionare.
La SSR, bellamente, si rifiuta: i suoi capi gridano allo scandalo e, in sprezzo
del ridicolo, addirittura si atteggiano a padri della patria.
Il direttore generale Gilles Marchand, all’unisono con il
presidente della CORSI Luigi Pedrazzini, non si fa remore nel criminalizzare la proposta di ragionevole riduzione del canone
qualificandola di "attacco alla Svizzera" (come se l'esistenza della
Svizzera dipendesse dalla SSR!) “e alla sua diversità”: quando la prima
minaccia alla diversità - ed al pluralismo mediatico - è proprio la SSR, con la
sua posizione di monopolio e con la sua martellante propaganda rossoverde all'insegna
del pensiero unico, che pervade non solo l’informazione, ma anche
l’intrattenimento.
Che poi a parlare di “attacco alla
Svizzera” sia chi usa il canone più caro del mondo per promuovere la svendita del Paese all’ UE e pure alla
NATO, è proprio il colmo.
Con il canone a 200 franchi, la SSR incasserebbe annualmente 700 milioni
– somma peraltro in continuo aumento a causa dell’immigrazione incontrollata –
più 270 milioni di pubblicità: quindi quasi un miliardo all’anno. Sostenere che
sarebbe “troppo poco” è del tutto indifendibile. Quanti soldi intende sprecare la
(manifestamente sovradimensionata) emittente pubblica?
Le reazioni scomposte dei vertici della radioTV di Stato e dei loro fidi
addentellati alla consegna delle firme dell’iniziativa “200 franchi bastano” sono
rivelatrici di quello che ci aspetta prima della votazione popolare sul tema. La
SSR intende praticare il lavaggio del cervello ai votanti e ricorrere al
terrorismo mediatico a difesa dei propri privilegi, delle proprie manie di
grandezza e delle proprie posizioni di potere.
E’ chiaro che occorrerà non solo vigilare ma, se necessario, intervenire
con i mezzi legali del caso per impedire un simile perturbamento della campagna
di votazione: esso sarebbe infatti clamorosamente contrario non solo ai
principi del servizio pubblico, al quale l’emittente statale si dovrebbe (in
teoria) attenere, ma anche a quelli della democrazia, che la SSR afferma falsamente
di difendere.
Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi
Membro comitato d’iniziativa

