Aurelio Sargenti
Campo Marzio: tra visioni, provocazioni e intelligenza
Redazione
17.09.2025 17:48

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Mi debbo preoccupare? È un
interrogativo che mi accompagna da un po’ di tempo. Dopo aver dato qualche
ragione a Gianni Righinetti, vicedirettore del «Corriere del Ticino» (sui temi
dell’arrocchino e del telefonino a scuola), oggi do ragione a Paolo Morel,
presidente della sezione plr di Lugano. Il quale afferma che «per uscire dalle
sabbie mobili di oggi attorno al Campo Marzio servono delle visioni. Anche
audaci. Ma soprattutto vicine alla gente» (CdT, 11 settembre). Ad esempio immaginare, per quel prezioso comparto, la
creazione di una vasta area verde con dei contenuti alberghieri e residenziali
a pigione moderata riassunti in una torre, e un centro congressuale leggero,
modulabile, «una struttura molto piccola, ecologica e sostenibile anche
finanziariamente che potrebbe estendersi dal PalaCongressi al parco Ciani». Il
che comporterebbe la collocazione dei campi da tennis altrove, come è capitato
e capita tuttavia in moltissime città: è mai possibile che pregiati terreni
comunali siti in centro città, in riva al lago, vengano calpestati da sole poche
decine di amatoriali tennisti e non siano a totale e libera disposizione dei
luganesi e dei turisti? Di tutti noi?
I cambiamenti climatici stanno
causando un aumento significativo delle temperature globali, con estati sempre
più calde. Nei centri urbani spesso si verifica un fenomeno detto ‘effetto
isola di calore urbana’, che influenza negativamente la qualità della vita, la
salute pubblica e il consumo energetico. Numerosi sono le città che riconoscono
il verde urbano come un servizio pubblico essenziale, fondamentale per la
nostra vita quotidiana, per il nostro benessere e per lottare contro
l’inquinamento atmosferico.
Questo assunto stava alla base
della proposta da me fatta nella passata legislatura in una riunione della
Commissione della Pianificazione che si occupava della progettazione del Campo
Marzio Nord e poi ripresentata il 27 settembre 2023 nell’ incontro con il
municipale Filippo Lombardi e il sindaco
Michele Foletti (cfr. MMN. 11264 “Campo Marzio Nord” e sviluppi “Campo
Marzio Sud : verbale del 27. IX. 2023). Constato ora con piacere che essa
viene pubblicamente ripresa, o condivisa, dalla direttiva del Plr di Lugano e
sostenuta anche da uno dei due municipali liberali. Una “visione”, questa, che
non si vorrebbe partitica, ma politica, dotata cioè di buon senso, soprattutto,
e di capacità progettuale per una “città a dimensione umana”. E poi, sarebbe
davvero una “visione” o semplicemente una progettazione ragionevole e di buon
gusto di uno spazio pubblico aperto a tutti?
Lugano se vuole essere una città
di cultura e di congressi deve essere meno bottegaia; non deve solo
amministrare il presente, ma anche progettare il suo futuro con lungimiranza.
Prenda esempio da Lucerna, Neuchâtel, Ginevra, Sion ecc.
Il concetto che qui si propone è
molto semplice ed è stato illustrato dalla municipale Karin Valenzano Rossi sul
Cdt del 12 settembre: « La visione si allarga in modo coraggioso e lungimirante
a tutta l’area di Campo Marzio Nord e Sud, immaginando un grande parco urbano
continuo collegato idealmente al Parco Ciani. Un vero e proprio polmone verde a
ridosso del lago e del centro, che aumenta la fruibilità, migliora la qualità
dello spazio pubblico e risponde alla richiesta di una città più fruibile da
parte di tutti.[...]. Questa proposta
coraggiosa non contraddice l’ipotesi progettuale esistente. Al contrario, ne
accoglie e integra tutti gli elementi fondamentali (congressi, capacità
alberghiera, alloggi sostenibili), rispondendo così a tutte le esigenze, in
modo più compatto, intelligente e sostenibile». Dove poi collocare «nel grande
parco urbano questi elementi fondamentali» sarà un compito da affidare agli
architetti.
Mi permetto di ribadire
che questa proposta non è una “visione coraggiosa”, tantomeno una
“provocazione”, ma semplicemente una proposta intelligente e necessaria per lo sviluppo
di una città che vuole rimanere una bella “città a dimensione umana”, dove si
viene molto volentieri a passeggiare lungo il lago, come si fa sul lungolago di
Ouchy. Così come sarebbe saggia l’estensione delle zone 30 in sei quartieri
residenziali luganesi decisa dal Consiglio comunale, che salvaguardia la
qualità di vita e la sicurezza di tutti, e che non tocca affatto le strade di
scorrimento del traffico. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire.
Aurelio Sargenti, già
consigliere comunale PS

