Simone Conti
Biglietti ferroviari digitali? Si, ma non solo!
Redazione
16.09.2023 17:18

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Durante questi mesi
la Svizzera è diventata inaspettatamente un caso di studio riguardante le
criticità sistemiche generate dalla mancanza di percorsi alternativi per
l’attraversamento delle Alpi. La parziale chiusura della galleria ferroviaria di
base del San Gottardo e la recente notizia di una, speriamo breve, chiusura
della galleria autostradale del San Gottardo evidenziano l'urgente necessità di
preservare vie diverse per raggiungere la stessa meta (ovvero il collegamento
nord-sud della Svizzera).
Queste criticità
sistemiche, o colli di bottiglia, non si presentano soltanto a livello infrastrutturale
ma anche su di una scala molto più ridotta, per esempio, nell’offerta del
servizio pubblico ferroviario. Negli scorsi giorni un guasto tecnico ha
limitato ed in alcuni casi impossibilitato l’acquisto online di biglietti per i
treni FFS. Tali disguidi tecnici, di cui negli anni recenti i servizi online
delle FFS hanno sofferto in modo ricorrente, come altresì le falle di sicurezza
informatica che hanno persino comportato la compromissione di migliaia di dati
personali dei passeggeri, sono la conseguenza di una strategia manageriale dogmatica.
Questa classe dirigente privilegia la scelta digitale motivandola con una presunta
riduzione dei costi economici trascurando però sia il principio fondamentale
del servizio pubblico universale sia un’attenta analisi delle vulnerabilità che
sta generando.
Tuttavia, sembra che
queste criticità passino inosservate ad alcuni signori che governano le FFS i
quali dichiarano di sviluppare la loro offerta all’insegna del servizio alla
clientela. Da diversi anni le FFS hanno annunciato l’intenzione di ridurre e,
in alcuni casi, smantellare le biglietterie e successivamente anche i distributori
automatici attualmente in funzione. La conseguenza immediata è che queste
misure all’insegna dell’innovazione renderanno inaccessibile il servizio di
trasporto pubblico a chiunque non sia dotato di uno smartphone oppure di una
carta di credito.
Nel contesto del
principio enunciato nel preambolo della Costituzione, in cui la forza del
popolo la si commisura al benessere dei più deboli, non mi sembra né equo né
all’altezza di un’azienda parastatale introdurre le sopracitate misure, per lo
più limitative e di smantellamento del sistema preesistente. Queste implementazioni,
nella loro attuazione, determinano effettivamente l’esclusione di alcune fasce
della popolazione. Da un lato tali misure ostacolano l'acquisto di biglietti di
viaggio per i cittadini che non sono in grado di utilizzare specifiche
soluzioni tecnologiche (mi riferisco per esempio ad un pubblico anziano). D’altro
lato queste restrizioni limitano la libertà di scelta del metodo di pagamento
per il servizio pubblico, costringendo coloro che desiderano optare per un
approccio diverso a conformarsi a una direzione imposta da quei dirigenti che
dovrebbero essere al servizio della clientela (ancor di più visto che sono
un’azienda pubblica).
Nonostante la
strategia digitale delle FFS, il 26.3% degli acquisti di biglietti di viaggio
avviene mediante canali non digitali, che includono l’acquisto presso gli
sportelli e i distributori automatici. Purtroppo, nel rapporto di gestione 2022
le FFS non rendono disponibile il dato della cifra d’affari generata tramite i
diversi canali di distribuzione impedendo quindi un’analisi più approfondita
della situazione. In ogni caso, ritengo che il concetto di equità sociale richieda
che le cittadine ed i cittadini debbano avere il diritto e siano messi in
condizione di scegliere indipendentemente da qualunque pressione e/o
limitazione al riguardo dell’acquisto di un biglietto per l’utilizzo dei
trasporti pubblici. Questo è particolarmente rilevante nei casi in cui un’alternativa
esiste (come citato prima i distributori automatici e le biglietterie) ma viene
successivamente eliminata.
Mi stupisce che
alcuni partiti che rivendicano la sovranità in diverse sfere economiche e
sociali, ma soprattutto in un’ottica nazionalistica contrapposta all’Unione
Europea e a qualsiasi organismo internazionale, non sembrino rendersi conto dello
spostamento di competenze, soldi, e rischi da una dimensione locale e
controllabile ad una internazionale e meno controllabile. Metaforicamente
stiamo permettendo di sradicare strade alternative rodate all’insegna di
un’unica ed innovativa autostrada: quella digitale. Nonostante l'asserita
sovranità, nei prossimi anni saremo costretti ad utilizzare o a saper utilizzare
uno smartphone o un computer per effettuare pagamenti relativi a un servizio
pubblico universale.
L'organizzazione
del settore dei trasporti pubblici, Alliance SwissPass, sostiene che la
transizione ai biglietti digitali riduce i costi e semplifica il sistema di
trasporto pubblico, senza fornire né cifre specifiche sulla riduzione dei costi
né una chiara analisi dell’impatto sui diversi segmenti della popolazione. Per
esempio, le FFS osservano un aumento degli attacchi informatici e disservizi
legati ai disguidi tecnici senza dichiarare esattamente quali sono i costi in
materia di cybersicurezza. Ritengo che le priorità siano altre, piuttosto che
smantellare alternative esistenti le FFS dovrebbero preoccuparsi della
diminuzione della soddisfazione della clientela privata riguardo alla
disponibilità di posti, alla pulizia dei treni e al rapporto qualità/prezzo, problematiche
sentite particolarmente nella regione meridionale della Svizzera.
Questi signori che si
dichiarano rappresentanti degli interessi delle cittadine e dei cittadini – e si
portano a casa 1'004'260 franchi l’amministratore delegato e 1'116'027 franchi
i rimanenti membri del CdA – elaborano soluzioni sposando integralmente un
pensiero monolitico che genera di conseguenza delle vulnerabilità sistemiche di
un potenziale enorme costo socioeconomico. Abbiamo creato dei colli di
bottiglia infrastrutturali ma anche ideologici (vedi sposare la svolta digitale
acriticamente) il cui fallimento è oggi davanti agli occhi di tutti con l’isolamento
del Ticino sia a livello ferroviario sia a livello autostradale per quanto
concerne i limiti infrastrutturali, mentre in futuro potremmo anche rimanere
isolati per degli attacchi di hacker. Come si è dimostrata essenziale la
vecchia linea ferroviaria per permettere ancora un collegamento nord-sud della
Svizzera a seguito dell’incidente nella galleria di base, altrettanto potrebbe
essere utile mantenere le biglietterie e i distributori automatici per potere
acquistare biglietti in caso di future panne informatiche.
Perché dobbiamo a
tutti i costi renderci più vulnerabili?
Simone Conti, candidato al Consiglio degli Stati per Costituzione Radicale

