Valentina Mühlemann
Bellinzona: ma i giovani cosa vi hanno fatto di male?
Redazione
05.12.2024 11:25

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Il preventivo 2025
porta con sé una serie di provvedimenti che, da mamma, trovo penalizzanti nei
confronti dei giovani e dei giovanissimi, già confrontati con una realtà
preoccupante.
Se da una parte lo
Stato vuole investire per le scuole professionali e universitarie dall’altra ci
troviamo di fronte a un controsenso imbarazzante.
Nella scuola
dell’obbligo ci troviamo infatti confrontati con tagli pesantissimi: alla
scuola media i manuali di francese non sono più di proprietà dei ragazzi ma
devono essere restituiti alla sede. I libri sono un patrimonio personale sui quali
un alunno dovrebbe avere il diritto di appuntare, sottolineare e svolgere gli
esercizi proposti, in particolare i libri di lingua sono testi su cui occorre
avere la possibilità di lavorare al fine di avere le nozioni a portata di mano.
Tagli pure sulle uscite didattiche, che sono concepite per toccare con mano
concetti che vengono ricordati grazie alla memoria emozionale. Esperienze come
la settimana bianca dovrebbero insegnare l’indipendenza e l’organizzazione
personale, privare i giovanissimi del pernottamento e ridurre i giorni di
attività non fa che mutilarli in ambito evolutivo.
A Bellinzona, in
particolare, non ci sono più le lezioni di educazione fisica alla pista di
pattinaggio e sono previsti a livello comunale una serie di tagli anche sulle
uscite didattiche. La manutenzione ordinaria degli stabili lascia perplessi, per
dirne una, l’anno scorso a uno dei miei figli è caduta addosso una lavagna che
non era più fissata correttamente alla parete, per fortuna senza nessuna
conseguenza.
Mi domando a che
pro investire compulsivamente sulla formazione post obbligatoria, se poi alla
base vengono tolti importanti strumenti di accesso a queste scuole.
Sempre a
Bellinzona, probabilmente, ci vedremo aumentare i costi di iscrizione alle
attività sportive, poiché alle società sono stati fatturati contributi sia per
l’utilizzo della rete elettrica delle infrastrutture sia per quello delle
buvette.
Per la città le
società sportive sono una risorsa sociale inestimabile! Forse non si tiene
conto che spesso i monitori si mettono a disposizione a titolo volontario e
quindi senza compenso, mossi semplicemente dalla passione per lo sport. Per un
genitore, pure per il municipio, dovrebbe essere un sollievo sapere i nostri
giovani occupati in attività sane invece di andare in giro a fare danni per il
centro cittadino.
Lo sport è
aggregazione, integrazione, socialità e non va penalizzato appioppando costi
esorbitanti per la gestione di buvette, che non hanno neanche margini di
guadagno incisivi per la società sportiva, che spesso copre giusto i conti con
i fornitori.
A parer mio,
occorre capire se in un momento difficile come questo è più importante dare una
mano allo sviluppo di una generazione di giovani sani e colti oppure alle casse
comunali e cantonali attraverso il taglio di rami freschi e potenzialmente
rigogliosi.
“Presi un
pugno di sabbia e glielo porsi, scioccamente chiedendo un anno di vita per ogni
granello; mi scordai di chiedere che fossero anni di giovinezza.”
(Ovidio)
Valentina Mühlemann, già candidata Avanti con Movimento Ticino&Lavoro

