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Basta subire
Red. Online
05.05.2026 07:09

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Una crescita che pesa sui cittadini
La Svizzera sta cambiando troppo in fretta, e non in meglio.
Lo vediamo negli affitti che continuano a pesare sulle famiglie, nella
difficoltà crescente di trovare casa, nel traffico sempre più soffocante, nelle
infrastrutture sotto pressione e in un territorio che viene consumato anno dopo
anno. Di fronte a tutto questo, c’è ancora chi invita a stare tranquilli. Ma
noi cittadini sappiamo bene che la realtà è diversa.
Per troppo tempo la politica federale ha lasciato correre.
Ha preferito adattarsi, rincorrere i problemi, promettere misure tampone,
invece di affrontare la questione alla radice. Il risultato è sotto gli occhi
di tutti: una crescita demografica che avanza più velocemente della capacità
del Paese di assorbirla senza perdere equilibrio, qualità di vita e coesione
sociale.
Il 14 giugno si sceglie
L’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» ha il merito
di dire una cosa semplice che molti pensano da tempo: così non si può
continuare. Non è una posizione ideologica, né una chiusura verso il mondo. È
una presa di responsabilità verso il nostro Paese. Ogni comunità seria conosce
i propri limiti e ha il dovere di governare il proprio sviluppo. Solo chi vive
lontano dai problemi concreti può fingere che territorio, alloggi, scuole,
strade e servizi siano risorse senza fine.
Chi oggi invita a votare «no» non offre una vera soluzione.
Chiede, ancora una volta, di aspettare, di sopportare, di credere che in futuro
qualcuno sistemerà tutto. Ma è proprio questo atteggiamento che ci ha portati
fin qui. Continuare sulla stessa strada significa accettare una Svizzera sempre
più affollata, più cara, più congestionata e più fragile. Il 14 giugno la
scelta è chiara. O si continua a subire una crescita che nessuno controlla
davvero, oppure si decide di rimettere un limite, una direzione, una misura.
Votare SÌ significa difendere la Svizzera concreta, quella delle famiglie, dei
lavoratori, dei giovani che cercano casa e di chi non vuole vedere peggiorare,
anno dopo anno, il proprio Paese. Significa dire basta all’immobilismo e
tornare finalmente a decidere.
Davide Vannini, Giovani UDC Ticino

