Christian Fini
Basta campare di politica e CdA!
Red. Online
02.10.2026 09:17

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La
discussione aperta a Lugano sulle “cadreghe” nei consigli d’amministrazione
(CdA) delle società partecipate ha un merito: mette sul tavolo una scelta
scomoda. Se passasse la nuova incompatibilità, diversi consiglieri comunali
dovrebbero scegliere tra la carica politica e quella nei CdA.
Ma
non fermiamoci alla pagliuzza. Guardiamo la trave.
A
livello cantonale, per le aziende parastatali interessate il principio
dell’incompatibilità tra il mandato parlamentare e la presenza nei CdA è già
previsto. La vera domanda è un’altra: perché l’esigenza di indipendenza
dovrebbe fermarsi lì? Perché un deputato dovrebbe poter mantenere un incarico
in un CdA privato mentre siede in Gran Consiglio e decide su misure e
provvedimenti per il nostro Cantone?
La
mia posizione è chiara: chi viene eletto in Gran Consiglio e siede in un CdA
privato dovrebbe lasciare quella carica. Non perché ogni amministratore abbia
qualcosa da nascondere, né perché ogni doppio ruolo sia illecito. Ma perché chi
rappresenta i cittadini deve poter decidere nell’interesse generale, senza
dover conciliare il mandato pubblico con responsabilità e legami in un’azienda
privata.
Lo
so già che una proposta del genere farebbe gridare allo scandalo: «Come vi
permettete? È lesa maestà!». Si invocherebbero la libertà professionale,
l’esperienza, la competenza, il diritto di conservare i propri incarichi.
Eppure, quando si discute di incompatibilità nelle partecipate pubbliche, il
principio sembra improvvisamente più facile da accettare.
Oggi
i deputati devono dichiarare le proprie relazioni d’interesse. La legge prevede
inoltre l’astensione quando un oggetto riguarda una persona giuridica privata
di cui il deputato è amministratore. Ma l’astensione non è prevista durante
l’esame e l’adozione dei disegni di legge. È un sistema che consente di
mantenere l’incarico e affronta il conflitto quando si presenta. Io credo che
si debba avere il coraggio di chiedersi se basti.
E
non nascondiamoci dietro la politica di milizia. La milizia descrive il modo in
cui si svolge l’impegno politico: non è una giustificazione per sommare
incarichi, rimborsi di seduta, compensi per rapporti e altre indennità, mentre
si chiedono legislature più lunghe o assistenti parlamentari. Prima di chiedere
più tempo e più risorse, si chiarisca a chi deve rispondere un deputato e quali
interessi porta con sé in Parlamento.
È ora di finirla di campare di politica e di CdA.
Per chi non è mai sazio di incarichi e cadreghe c’è un solo aggettivo:
famelico.
Christian Fini, libero e indipendente.

