Massimo Delorenzi
AVS dal lavoro al Camposanto
Redazione
14.02.2024 00:09

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
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L'iniziativa sulle pensioni propone
l'innalzamento dell'età di riferimento a 66 anni dal 2032, adeguandola in
seguito alla speranza di vita. I promotori stimano che l'età pensionabile
salirà a 67 anni nel 2043 e a 68 nel 2056. E poi? A 69 nel 2060 e a 70 nel 2075?
E via così più o meno. Senza un limite. Un adolescente di 13 anni oggi, dovrà lavorare
fino a 70 anni.
Raggiungere la pensione sarebbe ancora più lontano
Una misera equazione per risolvere magicamente
la questione della pensione. Una tristissima proposta. Perché in questi ultimi
anni le situazioni di disagio nel mondo del lavoro e lo stress sono in espansione.
Le malattie croniche sono in aumento. Dopo i 50 anni, c’è la probabilità
concreta di trovarsi emarginati dal mondo del lavoro. Raggiungere la pensione
sarebbe ancora più lontano. Sempre più lontano. Un’agonia.
Le difficoltà a cui si andrà incontro
L’innalzamento dell’età di pensionamento non
farebbe che creare astio per il lavoro, rabbia contro la politica insensibile,
già, e con merito, sorvegliata con commiserante svalutazione. Occorre poi
considerare la riduzione dell’energia vitale, la difficoltà a concentrarsi, la
vista che si riduce, il bisogno di curarsi con dei medicamenti che
probabilmente comporterebbe periodi di malattia e una pressione sull’Assicurazione
Invalidità. La depressione per non sentirsi più all’altezza dei compiti, la difficoltà
a trovare dei ritmi di lavoro equilibrati nella collaborazione con i giovani. Poi
la stanchezza cronica e la mancanza di motivazione. Naturalmente non si parla
di tutti.
Le possibili alternative
Immagino che il desiderio di mettere al mondo
dei figli, con la prospettiva di lavorare infinitamente, spingerà le future
generazioni a non fondare una famiglia, e magari a passare il periodo della
pensione (per chi sopravviverà) lontano da questa Svizzera che pensata così,
sembra più una fabbrica che una nazione. Intanto si potrebbe decidere, già
oggi, che i pensionati paghino ogni prodotto di consumo al 50% del prezzo
indicato, soprattutto gli alimentari. Affitto compreso. Poi tutti i quattrini
investiti nelle strade, ce ne sono anche troppe, potrebbero venir destinati
all’AVS. Miliardi di franchi in asfalto. E ridurre il traffico dovrebbe essere
una priorità assoluta.
Un’iniziativa nichilista
Si dovrebbe votare per un’età di pensionamento
a 60 anni per tutti. Alle persone che ne hanno voglia e hanno delle buone idee
e un riconoscimento sociale acclamato, si dovrebbe concedere di continuare a
lavorare. Perlomeno potrebbero elaborare meglio la proposta, proponendo 3
giorni di lavoro la settimana e 12 settimane di vacanza, probabilmente si
troverebbero pensionati motivati a rimanere nel mondo del lavoro. Se passasse questa
iniziativa nichilista si giungerebbe, gradualmente, dalla vita lavorativa al camposanto.
Massimo Delorenzi

