Amalia Mirante
Avete visto quanto è aumentato il prezzo della benzina?
Redazione
19.09.2026 19:05

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Avete visto
quanto è aumentato il prezzo della benzina? Secondo il Touring Club Svizzero
(TCS), il 17 settembre la benzina senza piombo 95 era arrivata a 2.10 franchi
al litro, la 98 a 2.21 franchi e il diesel a 2.41 franchi. All’inizio
dell’anno, i prezzi erano rispettivamente 1.65, 1.75 e 1.78 franchi. In pochi
mesi il rincaro è stato molto forte, soprattutto per il diesel.
In Svizzera
l’aumento non dipende solo dal prezzo internazionale del petrolio, ma anche da
problemi nazionali molto concreti. Il primo riguarda la raffineria di Cressier,
nel canton Neuchâtel, l’unica in Svizzera, che ha dovuto sospendere
temporaneamente la produzione per un guasto tecnico. Una raffineria prende il
petrolio greggio e lo trasforma in prodotti che possiamo usare, come benzina,
diesel, olio da riscaldamento e cherosene. Il problema è importante perché
Cressier copre normalmente tra il 30 e il 40% del fabbisogno nazionale di
prodotti petroliferi.
A questo si
aggiunge il basso livello del Reno. La Svizzera non ha accesso al mare e
dipende molto dalle vie di trasporto europee. Quando il fiume è troppo basso,
le navi viaggiano con carichi ridotti: a Maxau, in Germania, potevano essere
caricate al massimo con circa 400 tonnellate; quindi, servono circa cinque navi
per trasportare quello che normalmente porterebbe una sola. Il risultato è
semplice: diventa più difficile e più costoso far arrivare benzina e diesel nel
Paese.
Per questo la
Confederazione ha autorizzato prelievi dalle scorte obbligatorie: dall’8 al 20
settembre potevano essere utilizzati fino a 30’000 metri cubi di diesel e
30’000 metri cubi di benzina, meno del 3% delle riserve obbligatorie di questi
prodotti. L’approvvigionamento resta garantito, ma la catena è sotto pressione
e quindi il prezzo al distributore aumenta.
A questo si
aggiungono le cause internazionali: tensioni in Medio Oriente, incertezza sui
mercati petroliferi e prezzi elevati. Il Brent, uno dei principali riferimenti
mondiali per il prezzo del greggio, è tornato sopra i 100 dollari al barile.
Reuters ha spiegato che il petrolio non è salito ancora di più perché una parte
dei flussi continua comunque a passare e perché la domanda mondiale non appare
particolarmente forte, anche a causa del rallentamento economico generale.
Questo però non basta a proteggere il prezzo alla pompa, perché noi compriamo
benzina e diesel già raffinati, trasportati, distribuiti e tassati.
Le conseguenze sono immediate. Le famiglie pagano di più per ogni pieno,
le imprese vedono salire i costi e una parte di questi rincari può finire nei
prezzi dei trasporti e dei prodotti. Anche in Svizzera bastano una raffineria
ferma, un fiume troppo basso e un mercato internazionale teso per far salire
rapidamente il prezzo di una merce che usiamo ogni giorno. Le scorte
obbligatorie servono a non restare senza benzina, non a rendere il pieno meno
caro. Il problema vero, quello del costo per famiglie e imprese, resta lì. E su
questo, da Berna, per ora si sente molto poco.

