Mari Luz Besomi-Candolfi
Autonomia economica per uscire dalla violenza
Redazione
23.11.2022 13:38

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La
violenza economica è un aspetto spesso trascurato della violenza domestica, un
problema subdolo e difficilmente percepibile: gli abusi finanziari possono infatti
assumere forme diverse nel sistema perverso della coercizione fra conviventi
legati da una relazione tossica ove per “tossica” si intende qualsiasi legame
tra persone che non si sostengono a vicenda, dove c'è conflitto e uno cerca di
minare l'altro, dove c'è competizione, dove c'è mancanza di rispetto e di
coesione, dove il denaro è una componente di controllo e dominazione.
In
Svizzera si è dovuto aspettare la fine degli anni '80 affinché le donne
potessero aprire un conto bancario in quanto fino ad allora la dipendenza
economica era sancita addirittura dalla legge. Ai giorni nostri, per alcune
donne lasciare mano libera ai mariti/compagni non è affatto un problema, ogni
coppia ha la sua dinamica nella gestione della propria quotidianità: a causare
seri problemi è quando questa gestione rivela la sua vera natura ovvero un
esercizio di potere e controllo. Sebbene il processo sia lento nel liberarsi
degli stereotipi del passato, la questione del denaro permane una questione di
genere. Sempre più famiglie si stanno rendendo conto che l'autonomia delle
donne è importante, che la vita non è un lungo fiume tranquillo e che possono
verificarsi molti imprevisti (divorzio, incidente sul lavoro, disoccupazione,
eccetera). Una buona protezione della famiglia risiede nell'autonomia economica
all’interno della coppia, in particolare se si è genitori. La distribuzione del
lavoro non retribuito nell’ambiente domestico e la possibilità di usufruire di
condizioni quadro utili a poter intraprendere un lavoro retribuito, determinano
le condizioni ideali per combattere le derive negative.
Una
rivoluzione culturale è in atto ma non è ancora abbastanza, non si può “mollare
la presa”! Resta spesso complicato agire nel concreto perché le donne
continuano ad essere pagate meno degli uomini, e sono sempre loro a ridurre o a
lasciare il lavoro per prendersi cura dei figli e di altri componenti della
famiglia. La spartizione dei compiti per un migliore equilibrio familiare, l’abbattimento
degli stereotipi di genere, una cresciuta presenza di strutture per l’infanzia,
lo sviluppo di percorsi formativi che aumentano le competenze anche in ambito finanziario,
rappresentano azioni efficaci contro tutte le forme di violenza, economica
compresa. Un impegno che le donne liberali radicali intendono assumersi,
aiutare le donne a essere autonome per essere libere.
Mari
Luz Besomi-Candolfi,
presidente Donne Liberali Radicali Ticinesi
presidente Donne Liberali Radicali Ticinesi

