Tiziano Galeazzi
Autogestione, un tema che si protrae dagli anni '70
Redazione
27.12.2023 14:59

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Erano gli anni '70, secondo alcuni documenti, quando, per
rivendicare un centro autogestito bellinzonese e poi cantonale (e
sottolineo cantonale), scesero in piazza nella Capitale centinaia di
manifestanti. E' proprio per questo che, da tempo, ribadisco che l'autogestione
non debba essere considerata solo nel comune sul Ceresio, ma va affrontata a
largo spettro: su scala cantonale. Infatti, queste realtà potrebbero toccare in
futuro anche altri centri urbani o piccoli comuni del nostro territorio.
Chiaramente, condanno personalmente come Municipale e come Gran
Consigliere il modo disprezzante nell’occupare stabili pubblici o privati per
poi renderli dei porcili: tutto questo non aiuta il dialogo costruttivo, né con
le autorità né con la stragrande maggioranza delle cittadine e dei cittadini di
questo cantone.
Tornando alla mozione (nr 1609) che inoltrai, a nome del gruppo
UDC a livello cantonale, lo scorso 21 giugno 2021. In sostanza si
chiedeva di istituire un gruppo di lavoro per affrontare questa problematica
in modo più efficace e ampio, includendo la definizione di un calendario
preciso, l'individuazione di un mediatore riconosciuto da tutte le parti
interessate, un calcolo dei costi e considerare un’ubicazione per gli
autogestiti non solo a Lugano, ma su tutto il territorio cantonale.
La risposta del Governo (Messaggio 8039 datato 18 agosto
2021) che si espresse contro la formazione di un nuovo gruppo di lavoro,
sottolineò che il problema è geograficamente confinato a Lugano. Ma lo stesso
Esecutivo cantonale dichiarò che avrebbe fatto il possibile per aiutare Lugano
in caso di necessità. Insomma un contentino messo su carta, con
l'intenzione però di abbandonare al proprio destino la nostra città. Una
risposta che mi ha lasciato sconcertato.
La mozione 1609 chiede un dialogo a tutto campo all'interno
della politica cantonale e come se non bastasse, di problemi peggiori
all'orizzonte da affrontare nei prossimi mesi ce ne saranno. Non possiamo
nemmeno snobbare questo tira e molla, dove ogni due o tre mesi ci troviamo ai
piedi della scala nel subire vari abusi occupazionali. La generosità
finanziaria di Lugano nella perequazione e nei sostegni sul territorio
cantonale, meriterebbe anche un po' di considerazione e solidarietà dal
resto dei comuni ticinesi tramite un dibattito aperto nel Parlamento cantonale,
dove sono rappresentati, non solo i partiti ma anche geograficamente le
istituzioni comunali.
Mi auguro che il 2024 sia l'anno in cui si affronti questo
dilemma con un rapporto commissionale sulla mozione e poi in Parlamento
si apra la discussione. Una problematica che ahimè si trascina da troppi
anni quando, nel 2002, Cantone, Comune di Lugano e l'Associazione Alba
firmarono una convenzione di permanenza per pochi mesi all'ex Macello, che poi
si trascinò fino al 2021. Ora siamo di nuovo a quel 2002 , ma la partita sembra
farsi più difficile e complicata e la tolleranza della popolazione così come le
parti in causa sta per esaurirsi e mi ci metto anch'io nel denunciare questi
abusi e violazioni gratuite a scopo provocatorio alle autorità e alla
cittadinanza che ogni giorno deve far i conti con problemi molto più impellenti
e gravi.
Tiziano Galeazzi, Municipale di Lugano e Gran Consigliere UDC

