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Assemblea OCST dei dipendenti dello Stato: unanime opposizione al Preventivo 2026 e richiesta di dialogo costruttivo con il Governo
Redazione
29.09.2025 15:58

Foto: ©Gabriele Putzu
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L'Assemblea del sindacato OCST dei dipendenti dello Stato, riunitasi giovedì
25 settembre a Rivera, ha approvato all'unanimità una risoluzione che esprime
una ferma opposizione all'impostazione del Preventivo cantonale 2026. Il
documento rivendica il pieno recupero del carovita, un rafforzamento degli
investimenti nella pubblica amministrazione e l'adozione di misure strutturali
per migliorare le condizioni lavorative del personale pubblico.
Rivendicazioni centrali per la dignità del lavoro pubblico
L’assemblea ha riaffermato inoltre due rivendicazioni centrali per il
futuro del lavoro nei servizi pubblici: la settimana lavorativa di 40 ore e le
5 settimane di vacanza per tutti i dipendenti. Raggiungere questi obiettivi
significherebbe non solo riconoscere concretamente l’impegno quotidiano delle
lavoratrici e dei lavoratori, ma anche compiere un passo indispensabile per
rafforzare la qualità dei servizi offerti alla popolazione.
Nel suo intervento la presidente della sezione Fabiola Gnesa ha
illustrato il contesto che ha portato all'adozione di questa presa di
posizione: "Il nostro sindacato ha denunciato con determinazione
l'inadeguatezza dell'aumento salariale dello 0,5% concesso dal 1° gennaio 2025,
una misura insufficiente a compensare l'erosione del potere d'acquisto causata
dall'inflazione."
Il successo del risanamento IPCT: un modello di collaborazione istituzionale
La presidente ha inoltre posto l'accento sul significativo risultato
conseguito nel risanamento dell'Istituto di Previdenza del Cantone Ticino:
"La soluzione adottata rappresenta il frutto di un dialogo costruttivo e
responsabile tra il Consiglio di Stato, le organizzazioni sindacali e gli
organi della Cassa previdenziale. Questo approccio collaborativo ha consentito
di preservare la sostenibilità del sistema pensionistico, evitando drastiche
riduzioni delle rendite che avrebbero potuto raggiungere il 15%, e garantendo
il raggiungimento di un grado di copertura dell'85% entro il 2051."
Un appello per il riconoscimento del servizio pubblico
Il documento approvato dall'Assemblea denuncia con forza che
"risulta inaccettabile che le difficoltà finanziarie del Cantone vengano
sistematicamente trasferite sulle spalle di coloro che quotidianamente
assicurano il corretto funzionamento delle istituzioni e l'erogazione dei
servizi essenziali alle cittadine e ai cittadini". La risoluzione auspica
l'apertura di un tavolo di confronto permanente tra le rappresentanze sindacali
e l'Esecutivo cantonale, con un coinvolgimento più ampio e sistematico del personale
nelle decisioni che lo riguardano.
Rivolgendosi direttamente alle lavoratrici e ai lavoratori del settore
pubblico, Gnesa ha concluso il suo intervento sottolineando: "Desidero
ribadire che l'azione delle organizzazioni sindacali riconosciute riveste un
ruolo fondamentale e insostituibile nella tutela dei diritti di tutti i
dipendenti pubblici, siano essi funzionari dell'amministrazione, docenti o
operatori del comparto socio-sanitario."
Dibattito finale
Al termine dei lavori assembleari si è tenuto un confronto tra Christian
Vitta, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle finanze e
dell'economia, e Xavier Daniel, Segretario cantonale dell'OCST, durante
il quale si è parlato delle preoccupazioni per la situazione finanziaria del
Ticino e di come preservare e migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti
pubblici in questo frangente.

