LORENZO QUADRI
Asilo nido di Pregassona: cadono le maschere
Redazione
01.04.2024 20:18

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Il cosiddetto “centro”
PLR-PPD, e anche i Verdi, non perdono occasione per sottolineare la necessità
di asili nido e le esigenze di conciliabilità famiglia-lavoro. Ebbene, sono
solo vuoti slogan elettorali: quando si tratta di venire al dunque, ossia di
votare in Consiglio comunale di Lugano per un progetto concreto, si oppongono
per motivi inconsistenti e lontani dall’interesse pubblico.
Nell’ultima seduta di
Consiglio comunale, con l’affossamento del nuovo asilo nido di Pregassona, è
infatti accaduto proprio questo.
Gli antefatti in breve.
L’ente autonomo Lugano Istituti Sociali (LIS, che gestisce le case anziani ed i
4 asili nido di proprietà della città, oltre al centro educativo minorile Casa
Primavera), di propria iniziativa, consapevole della forte richiesta di posti
negli asili nido pubblici (che applicano rette in base al reddito) si è
proposto di realizzarne uno a proprie spese, evitando così di andare a gravare
sul piano investimenti della città. Il LIS si sarebbe accollato anche il
deficit di gestione annuo, stimato in circa 200mila franchi. Al comune
l’operazione sarebbe costata unicamente 1) la messa a disposizione di un
terreno in diritto di superficie a titolo gratuito e 2) un contributo annuo di
48mila franchi.
L’occasione era dunque
più che ghiotta. Si sarebbe trattato di una di quelle collaborazioni della
città con altri attori del territorio che in genere vengono elogiate da tutto
l’arco politico. Invece…
Il municipio,
interpellato dal LIS, ha individuato il terreno idoneo ad accogliere la nuova
struttura, dopo aver preso in considerazione un ampio ventaglio di possibilità,
nel prato a fianco del capannone di Pregassona. Si tratta di un terreno
recintato, che per la massima parte dell’anno rimane vuoto. Viene utilizzato
solo in rare occasioni, ad esempio per eventi di partito. Durante il dibattito
in CC, qualcuno ha raccontato la favoletta che il sedime sarebbe “un importante
centro di aggregazione” (?) e quindi guai ad occuparlo con un nido. E’ una
bufala. Il capannone ed il suo piazzale svolgono senz’altro una funzione
aggregativa: e questi infatti non sarebbero stati toccati dal progetto. Ma
certamente non il prato. Inoltre, per l’aggregazione di quartiere, la città ha
di recente sistemato - con un investimento importante e grazie alla
collaborazione di associazioni del territorio - il “parco fluviale” che si
trova a cento metri in linea d’aria dal capannone.
Ubicazioni alternative
per il nido, semplicemente, non ce n’erano. Tutte le altre “location” prese in
considerazione sono state scartate o perché troppo piccole, o perché avrebbero
necessitato di modifiche di piano regolatore (procedure che durano anni).
Al momento, in lista
d’attesa per un posto in uno dei 4 asili nido di proprietà della città di
Lugano ci sono 79 famiglie. Di queste, 19 vivono nei quartieri di Viganello e
di Pregassona.
Il Consiglio comunale ha
però affossato il progetto di Pregassona a seguito dell’opposizione compatta
del “Centro” (che a livello cantonale si fa propaganda elettorale con i nidi:
sarebbe questo il “partito della famiglia”?), della maggioranza del PLR, più
vari esponenti di altri schieramenti, rossoverdi compresi.
Cosa accadrà ora? Il
prossimo asilo nido ad arrivare sarà quello previsto nelle nuove scuole di
Viganello. Che però vedrà la luce nel 2030 o giù di lì. Ritardo dovuto, ancora
una volta, alla commissione della gestione del Consiglio comunale, che ha tenuto
per due anni nel cassetto il Messaggio municipale sulle nuove scuole,
provocandone così l’estromissione dal piano finanziario.
La medesima Commissione
ha prodotto un rapporto di maggioranza, contrario al nido di Pregassona,
farcito di illazioni e di “fake news”. A esempio arrivando a negare l’evidenza
delle cifre. Oppure raccontando la fanfaluca secondo cui la popolazione di
Pregassona sarebbe contraria al progetto (su che base viene fatta
un’affermazione del genere? La Commissione della gestione ha forse svolto un
sondaggio tra i 9600 abitanti del quartiere? No, ovviamente). O inventandosi
che il nido sarebbe stato realizzato per i dipendenti del LIS, cosa
assolutamente falsa (oltretutto, in lista d’attesa non c’è alcun collaboratore
del LIS). Tristi tentativi di giustificare l’ingiustificabile.
Nel frattempo, le 79
famiglie luganesi in lista d’attesa restano senza un servizio di cui avrebbero
bisogno. E sanno chi ringraziare.
Lorenzo Quadri, Municipale di Lugano, Lega dei Ticinesi

