Manuele Bertoli
Asilo: leggere male e contare malissimo
Redazione
19.05.2025 09:46

Foto: ©Gabriele Putzu
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Il
signor Flavio Lafranchi, dopo il presidente dell’UDC Piero Marchesi (CdT del 15
maggio), contesta una mia affermazione riprodotta su un articolo apparso il 9
maggio scorso sul Corriere del Ticino, questa: “Nel 2023 la spesa federale per
la politica della migrazione è stata di 3.4 miliardi, ma l’incidenza sui
contribuenti tramite l’imposta federale diretta è stata mediamente di 68
franchi a testa, molto meno per i contribuenti di classe non benestante”. Da
dove arriva questo importo? Come detto espressamente nella frase appena
riportata, sempre che la si legga bene, l’importo riguarda l’incidenza per
testa di questa spesa sull’imposta federale diretta delle persone fisiche,
quell’imposta che dobbiamo pagare tutti in base alla nostra capacità
finanziaria e che nel 2023 ha rappresentato solo il 17% degli introiti
federali, non il 100%. La paletta delle entrate della Confederazione è infatti
molto ampia, per il genere di ricavi e per la natura di chi deve pagare ogni
singola tassa, per cui è sbagliato dividere i costi per il numero di abitanti
senza tener conto del fatto che una parte consistente di essi, quindi anche dei
costi della politica d’asilo, viene giustamente coperta da introiti per nulla
obbligatori o non legati direttamente ai cittadini contribuenti come li si
intende normalmente. Nei conti della Confederazione vi sono ricavi per tasse
che dipendono da comportamenti individuali totalmente liberi (per esempio le
tasse di bollo o di emissione, che toccano solo chi conduce operazioni
finanziarie o commerciali che le prevedono), vi è l’imposizione di certi
consumi del tutto liberi (per esempio le tasse sul tabacco, sugli alcoolici o
sulle case da gioco, che ovviamente non toccano chi non fa questi acquisti di
beni o servizi), vi sono introiti pagati da soggetti esteri (la tassa sul
traffico pesante o i dazi), vi sono risorse provenienti dalle imprese (imposta
federale sulle persone giuridiche) e vi sono entrate dirette diverse che non
colpiscono direttamente i contribuenti. Per questo il risultato medio pro
capite da me proposto considera questa particolarità.
Avrei
potuto o dovuto prendere in conto anche l’IVA (nel 2023 essa ha rappresentato
il 32% degli introiti federali), ma siccome anch’essa dipende dal volume dei
consumi, quindi anche da quelli del tutto inutili inerenti a scelte personali,
bisognerebbe probabilmente considerarne solo una parte. Con parte dell’IVA il
costo medio obbligatorio della politica d’asilo per persona potrebbe crescere a
130-150 franchi all’anno, una cifra più alta dei 68 franchi iniziali, ma
comunque contenuta per una politica fondamentale come quella dedicata alla
protezione delle persone in fuga da guerra e violenza.
Come
dice Laffranchi, l’aritmetica non è un’opinione, ma bisogna contare bene, dopo
aver letto bene. Probabilmente egli, che per sua stessa ammissione ha
frequentato una scuola vecchia fatta di scapaccioni e frustrazioni, ha appreso
poco. Ma si tranquillizzi, oggi grazie a molte riforme le scuole non usano più
questi sistemi e danno risultati migliori, anche in lettura e in aritmetica.
Manuele Bertoli

