Valentina Mühlemann
Anziani sempre più poveri, sì alla 13ma avs!
Redazione
19.02.2024 07:55

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“Preghiamo gli dèi
affinché possiamo avere una mente sana in un corpo sano”, questa citazione
tratta dalle Satire del poeta romano Decimo Giunio Giovenale la conosciamo
tutti nella forma “mens sana in corpore sano”.
Non ci vuole una
laurea in geriatria per capire che al giorno d’oggi a 65 anni se possiamo
lavorare, con la “minaccia” di dover lavorare ulteriori anni, possiamo svolgere
una serie di altre attività atte a mantenere uno stile di vita sereno e in
salute. L’anzianità non deve essere considerata una scusa per essere
abbandonati e parcheggiati da uno Stato che ha sfruttato le nostre energie fino
al midollo nel corso della vita professionale.
La tredicesima avs,
deve essere vista come uno strumento che apre un ventaglio di possibilità di
svago ai pensionati, rendendo gradevole il naturale corso dell’invecchiamento.
La pensione è un
traguardo anelato da tutti e, spesso, non si considera il fatto che si passa
drasticamente da una vita sociale attiva a una vita sedentaria e di solitudine.
Se prima si trascorreva la giornata lavorando, dopo ci si ritrova con un sacco
di tempo libero e un sacco di sogni non realizzabili economicamente.
Riagganciandomi a
Giovenale, se la mente non è serena il corpo si ammala, questo dovrebbe far
riflettere anche sul piano delle spese sanitarie che ne scaturiscono, che
lievitano sempre di più e che sono un ulteriore costo per gli anziani stessi,
per la collettività e per lo Stato.
Con una rendita avs
che si aggira mediamente attorno ai 1800 franchi e tenendo conto che alcune
categorie professionali non sono nemmeno assoggettate alla LPP, anche riducendo
all’osso le spese fisse, è presto fatto il conto: la pensione non è sufficiente
per vivere decorosamente.
Poter permettere
una vacanza, un hobby, un abbonamento a una rivista e altri piccoli sfizi ai
nostri nonni è il punto di partenza per essere generosi e umani, bisogna avere
la decenza di essere grati a chi ha lavorato per contribuire al futuro dei
nostri figli.
Avanti con
Ticino&Lavoro ha più volte sottolineato che, di questi tempi,
l’indipendenza economica non è affatto scontata, che il Ticino è il Cantone con
i salari più bassi rispetto alla media e, oltretutto, i lavoratori spesso
vengono licenziati in una fascia di età in cui trovare un nuovo impiego è
praticamente impossibile causa il costo elevato dei contributi previdenziali.
Le lacune contributive negli ultimi anni professionali gravano pesantemente sul
calcolo della rendita avs, quantomeno una tredicesima andrebbe a tamponare un
pochino questo danno dovuto a delle politiche salariali al ribasso.
Votare sì alla
tredicesima avs permetterebbe ai nostri anziani di far fronte alle spese sempre
più elevate di un carovita in ebollizione.
Valentina Mühlemann, candidata per il Municipio e il consiglio comunale
a Bellinzona - Avanti con Movimento Ticino&Lavoro e Più Donne

